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Ai clan anche la finale di Champions

TORINO

GIUSTIZIA Il presunto boss della ‘Ndrangheta Cosimo Crea «si occupò del bagarinaggio dei biglietti della finale di Champions del 2015 Juve-Barcellona e coi soldi illeciti che fece, diede anche 2 mila euro a Placido Barresi», cognato di un altro presunto esponente della mafia calabrese, Domenico Belfiore. Il retroscena è stato raccontato ieri dal pentito Massimiliano Ungaro, sentito al processo in corso a Milano contro Rocco Schirripa, l’uomo accusato di essere uno degli esecutori materiali dell’omicidio dell’ex procuratore torinese Bruno Caccia.

Ungaro, torinese, ritenuto il “braccio destro” dei fratelli Adolfo e Cosimo Crea è  diventato collaboratore di giustizia lo scorso anno.  Davanti alla  Corte d’Assise ha spiegato che il presunto boss del clan Crea «consegnò quel denaro a Barresi perché disse che era una brava persona e per tutto quello che aveva passato». Il pentito, a proposito dei biglietti della finale di Champions venduti dal clan, ha anche aggiunto che «in questa operazione di spartizione di proventi venne coinvolto anche Renatino Macrì», altro presunto esponente della mafia calabrese.

Quando il legale di parte civile ha fatto domande al teste sulla posizione di Rocco Schirripa e sull’omicidio Caccia, Ungaro ha risposto: «Non ho mai conosciuto Rocco Schirripa, mai avuto notizie di lui e non ho mai parlato dell’omicidio del procuratore con la famiglia Crea».
Lo scorso mese era stato sentito un altro pentito, Domenico Agresta, il quale aveva raccontato che quando era in carcere assieme a suo padre Saverio, nel 2012, quest'ultimo, parlando alla presenza del boss Domenico Crea, storico esponente della cosca radicata a Torino, disse che «il procuratore se lo erano fatti loro due», riferendosi a Schirripa e Francesco  D’Onofrio, quest'ultimo indagato per concorso in omicidio sempre a Milano. SIMONA LORENZETTI

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