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Mozione bypartisan contro la gara Atm

Milano

COMUNE Non indire alcuna gara pubblica per il trasporto di Milano e rinnovare il contratto in essere con Atm. Sono le richieste contenute nella mozione M5s sottoscritta ieri da tutte le opposizioni di palazzo Marino (tranne la lista Parisi). “La legge nazionale ed europea prevede la possibilità per gli enti che abbiano società controllate di affidare il servizio in house o, in alternativa, tramite gara pubblica. Per noi, la scelta della gara è profondamente sbagliata e ci auguriamo che la giunta scelga l’altra opzione, dopo aver ascoltato il Consiglio che ha il diritto di esprimersi su un servizio strategico come quello del tpl”, ha spiegato la capogruppo M5S Bedori. “Salviamo Atm dall’ingresso di soggetti privati che avranno come obiettivo il profitto e non la qualità del servizio offerto, né il benessere della società. Il sindaco Sala non permetta a FS di rovinare uno dei pochi gioielli rimasti a Milano”, ha aggiunto Bedori.

Il silenzio di Sala
Da parte sua, il Sindaco ha rifiutato ogni commento. Silenzio anche  sullo scontro che ha avuto lunedì con il presidente Atm, Rota («Alle dichiarazioni del presidente Rota non replico e non commento. Adesso è il momento di lavorare, quindi non risponderò a Rota né oggi, né nei giorni prossimi», ha detto). Tuttavia il silenzio di Sala non deve ingannare: la guerra tra Palazzo Marino e Foro Bonaparte è più viva che mai, come dimostra la cancellazione della commissione congiunta Trasporti e Partecipate prevista per oggi. Doveva essere il momento della chiarezza, con Rota e la sua grande affossatrice, il d.g. del Comune, Arabella Caporello, a raccontare le rispettive versioni sulla cessione delle quote di M5 da  Astaldi a FS.

Scioperi selvaggi
Intanto, i lavoratori di Atm sono in fermento. In attesa dello sciopero unitario di mercoledì 5 aprile, tra le maestranze si moltiplicano le voci di quanti sono pronti a bloccare la città. «Se Sala tira la corda, con noi sarà guerra», spiega un macchinista, «se va avanti su questa strada, gli fermiamo Milano. Anche a sorpresa, il 2003 non è così lontano…», ha minacciato, riferendosi al dicembre caldo nel quale,  Albertini sindaco,  Milano visse un mese di blocchi selvaggi e precettazioni. ANDREA SPARACIARI

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