Opinioni

La versione dello zar

Maurizio Guandalini

Salvini, ospite dalla Gruber, su La7, alla domanda preferisce la Merkel o Putin, il segretario della Lega ha risposto, senza esitazione, di stare ora e sempre con lo Zar di Russia. Piace il capo Cremlino perché autoritario e autorevole. Decide senza quegli “intoppi” della democrazia che, appena intravede, cerca di sopprimere, come quel  leader dell'opposizione Navalny. Vladimir è uno spiccio e i metodi del Kgb, i servizi segreti russi, dove ha palestrato la sua carriera professionale, si vedono. Ha affascinato anche Mr. Trump, come si è preso alla grande con  Silvio Berlusconi. Perché con i business men è meglio. Ci si intende. Senza ghirigori. Si va al dunque di quello che spesso è il motivo del contendere. Allora avrà ragione Henry Kissinger, il vecchio segretario di Stato, dell'era Nixon, oggi ultranovantenne, nel dire all'Occidente, fidatevi di Putin perché non è la replica di Hitler e non intende lanciare una politica di conquista.

Abbracciamo, per un attimo, la filosofia di uno dei papà della diplomazia mondiale. E' un bene che Putin faccia Putin. L'equilibrio dell'area dell'Est anche rispetto il Vecchio Continente (e le zone di guerra del mondo, soprattutto in Medio Oriente) lo può tenere solo lui. E'  realpolitik. Dove ci sta pure il librone dell'economia. Come conciliare diritti umani, termometro che, per noi occidentali, a parole, è la cartina tornasole di molti intenti, e poca pratica, ca va sans dire, e affari? L'Europa  stenta pure qui ad avere posizioni leggermente trasparenti. La questione Ucraina. Da Bruxelles sono partite sanzioni che  sacrificano solo il prosciutto crudo e il parmigiano, il nostro made in Italy, mentre ad altri,  la Germania, ad esempio, piace fare la faccia dura ma aggira l'ostacolo proseguendo come nulla fosse.
Andando alla sostanza, se volessimo seguire il modello della fedina delle libertà, con Putin, ma anche con la grande Cina, serbatoio del frigorifero pieno,  dovremmo chiudere la claire e buonanotte ai suonatori. Invece non si può. Vero è che l'Europa ha una modalità di lettura degli eventi di Casa Russia, come degli altri stati al di fuori della cinta di influenza,  con le cataratte sugli occhi. Putin lavora con i pieni poteri per ripristinare la dignità del proprio Paese. Kissinger dice che risponde ad un antico nazionalismo. Ma soprattutto a una storia diversa dalla nostra. La transizione alla democrazia, versione occidentale, è insidiosa. Lasciamo che avvenga con modi e tempi scissi dagli interessi della rasdora o di prevaricazione di una nazione e rispetto ad un'altra.
MAURIZIO GUANDALINI
economista e giornalista

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