Opinioni

Le nostre colpe sull’acqua

Massimiliano Pontillo

L’acqua è l’elemento essenziale per la vita sul nostro pianeta, occorre farne un uso sobrio riducendo i consumi inutili e gli sprechi intollerabili.         Questo bene è un “diritto essenziale per la vita umana”, come recita la Dichiarazione Universale dei diritti umani.       
Ma oggi, in realtà, oltre un miliardo di persone non possono fare affidamento su una fornitura continua di acqua potabile, mentre 2,4 miliardi – più di un terzo della popolazione mondiale – non hanno a disposizione impianti fognari adeguati.               
Una delle cause è certo la disomogeneità delle precipitazioni, legate ai cambiamenti climatici, ma non si può tacere della forte responsabilità che ha in questo ambito anche l’alto livello di inquinamento: nei paesi in via di sviluppo il 90% dell’acqua di scarico viene riversata direttamente nei fiumi, provocando ogni anno 250 milioni di malati. 
Nel 1968, a Strasburgo, il Consiglio d’Europa promulgò la “Carta Europea dell’Acqua”. Nel 1992, nella Conferenza di Rio, l’Onu istituì la “Giornata Mondiale dell’Acqua”, e oggi presenta a Durban (Sudafrica) il Rapporto sullo sviluppo delle risorse idriche mondiali. Nella pratica, le Nazioni Unite il 22 marzo invitano i Paesi membri a riflettere sulle proprie politiche e sulle azioni riguardanti l’acqua ma anche a dedicare tempo ed energie, e una giornata del proprio calendario, per promuovere attività concrete che trasformino una ”semplice ricorrenza” a momento di consapevolezza e programmazione di azioni virtuose.
Riflettiamo sul consumo dovuto a semplici attività quotidiane: quando facciamo il bagno nella vasca di casa occorrono circa 130 litri di acqua, per lavarci i denti 10 litri, per usare la lavatrice 100 litri e per la lavastoviglie circa 40 litri.          
Anche la tendenza crescente a bere acqua in bottiglia non fa che rendere la situazione più critica.        
Quella “del sindaco” costa molto meno, dalle 500 alle 1.000 volte, non inquina al contrario dell’acqua minerale che, provenendo spesso da zone molto lontane dal luogo di acquisto, ha un forte impatto ambientale dovuto al trasporto. 
Infine, non produce rifiuti mentre imballaggi e bottiglie devono essere smaltite.

MASSIMILIANO PONTILLO
Giornalista e comunicatore

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