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L'acqua italiana mal depurata

Acqua

ROMA. Il 30% delle famiglie italiane non si fida dell’acqua del rubinetto. Il dato viene reso noto dall'Istat in occasione della Giornata mondiale dell'acqua. Non stentiamo a crederlo, visto che In Italia la "maladepurazione" ci costa 62,69 milioni di euro di multa Ue e 374mila euro al giorno per ogni ulteriore giorno di ritardo. A segnalarlo è Legambiente che ha presentato alcuni dati in occasione della Conferenza sull'Acqua. «In Italia - spiega l'associazione -  il 25% della popolazione non è servita da un adeguato servizio di depurazione, sono 104 gli agglomerati urbani coinvolti da provvedimenti di condanna della Corte di Giustizia europea (2012), 14 le regioni interessate (Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Puglia, Sicilia, Lazio, Lombardia, Marche, Sardegna, Valle D'Aosta, Veneto e Piemonte). Il 63% delle infrazioni relative alla condanna del 2012 riguarda la Sicilia». Poco rassicuranti anche le analisi sulle acque, nel 2016 su 265 campioni di acqua analizzati da Goletta Verde di Legambiente, il 52% è risultato con cariche batteriche, elevate specialmente in prossimità di foci, fossi e canali, per mancanza di depurazione e scarichi illegali. Legambiente torna quindi a ribadire l'urgenza di intervenire al più presto sul problema della maladepurazione. Un'emergenza che interessa gran parte del territorio italiano, comprese le regioni che vivono di turismo, e che per troppo tempo è stata considerata l'ultima delle priorità. Anche Papa Francesco si è soffermato ieri sull'importanza dell'acqua. Parlando all'udienza generale ha sottolineato l'importanza di «sensibilizzare alla necessità di tutelare l'acqua come bene di tutti, valorizzando anche i suoi significati culturali e religiosi».  

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