Fatti&Storie

Firme false in Regione Il Tar fa tremare il Pd

TORINO

TORINO Lo scandalo firme false nelle liste della campagna elettorale per le regionali del 2014 fa tremare il Pd e il presidente Sergio Chiamparino.

Ieri, nel corso dell’udienza davanti al Tar del Piemonte, c’è stato un colpo di scena e ora otto big del partito rischiano di dover lasciare il loro incarico: tra loro il capogruppo a Palazzo Lascaris, Davide Gariglio, e il presidente del consiglio, Mauro Laus. A preoccupare è la decisione del presidente del Tar, Domenico Giordano, di far entrare nel procedimento amministrativo la sentenza penale riguardante i funzionari Pd che si sono assunti la responsabilità di aver raccolto in maniera irregolare le firme per la lista del Pd.

Ora il presidente del Tar, rilevando che «si tratta di temi molto complessi» ha invitato gli avvocati a presentare delle memorie su una serie di argomenti che lui stesso ha indicato, compresa la sentenza penale, rinviando poi l’udienza al prossimo 19 aprile. Questo filone si innesta sui «motivi aggiunti» presentati dall’esponente leghista Patrizia Borgarello dopo il verdetto con cui il tribunale penale di Torino, nell’accogliere i patteggiamenti di nove funzionari e attivisti del Pd su dieci, lo scorso anno aveva certificato la falsità di alcuni moduli di raccolta delle firme. Il tribunale aveva di fatto cancellato 308 firme raccolte a sostegno della lista provinciale del Pd. I ricorrenti hanno chiesto che il Tar prenda atto della cancellazione e decida subito, senza attendere l’esito del procedimento civile (che riprenderà a giugno) attivato da una querela di falso.

SIMONA LORENZETTI

Articoli Correlati
Fatti&Storie