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Verdelli: «Racconto Pino a bordo del bus “Vaimò”»

Cinema/Il tempo resterà

ROMA «“Il Tempo Resterà” non è la biografia di Pino Daniele, ma per certi versi gli assomiglia molto. Mi sono fatto guidare dalle canzoni e dalle frasi di Pino che sono diventate il filo conduttore di questo film-documentario. Abbiamo voluto fare un percorso emozionale e siamo letteralmente saliti su un autobus - ribattezzato Vaimò, come il tour del 1981 - che ci ha riportato nei luoghi della Napoli di Pino Daniele, per raccontare la sua idea di musica in movimento perenne, come la società di quegli anni che lui ha interpretato in modo innnovativo e inimitabile».

Queste le parole di Giorgio Verdelli autore de “Il Tempo Resterà”, film documentario sulla figura rivoluzionaria di Pino Daniele nelle sale per soli tre giorni, da oggi a mercoledì (per l'elenco consultare il sito www.nexodigital.it).

A due anni di distanza dalla scomparsa dell’artista il film, attraverso materiale inedito, testimonianze di musicisti e amici, ripercorre la storia del musicista napoletano, dagli anni '70 fino agli ultimi concerti. 

Molto del materiale utilizzato per la realizzazione è inedito ed è stato selezionato appositamente da Verdelli con una lunga  ricerca che ha permesso che la voce narrante del film fosse quella dello stesso Daniele, supportato dal contributo di Claudio Amendola

«Il lavoro di ricerca di immagini di repertorio - racconta il regista - è stato possibile grazie alla disponibilità dei figli di Pino e di Fabiola Sciabbarrasi, mentre Alessandro Daniele ha partecipato alla realizzazione. Ho cercato di battere strade non troppo battute, anche con scelte musicali inconsuete, da “Schizzechea” a “Che te ne fotte” e ho evitato qualsiasi accenno biografico diverso dalla musica».

STEFANO MILIONI

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