Spettacoli

«Racconto i 30enni e questa strana vita»

Roma/teatro

ROMA Nella sua carriera ha fatto un po’ di tutto: dagli spettacoli dal vivo ad un’esilarante serie web, “Esami”, passando anche per la televisione con “Quelli che il calcio” in cui  diventa Alessandro Borghese, il Rocco Schiavone di Marco Giallini, Alessandro Cattelan e l’allenatore del Palermo, Paul Baccaglini. Stasera, alle 21, al Teatro Vittoria presenta uno spettacolo scritto e interpretato da lui, “Edoardo Ferrario Show”.

Prima di tutto, come devo chiamarla? Cattelan, Schiavone, Borghese...
Può usare il mio nome. Mi diverto molto ad interpretare quei personaggi di cui, fra l’altro, sono anche un fan. E si divertono anche loro. Ma sono un comico non un imitatore.

Qual è per lei la differenza? 
Un imitatore fa solo imitazioni, io mi esibisco in diverse forme e il live è la parte che mi piace di più. Essere solo in scena, con un microfono e senza scenografia mette l’accento sui miei monologhi.

Reggere un’ora e mezza di monologhi da solo in scena non è facilissimo...
Spaventa anche me. Ma tutti i personaggi che propongo mi fanno sentire meno solo.

Al centro del suo spettacolo, l’universo dei trentenni.
Siamo in un momento storico in cui cambia tutto e la mia generazione ci si è trovata in mezzo. Mi piace parlare di come vivono, della ricerca del lavoro e del rapporto coi social.

Parla anche del cibo biologico. È vegano?
Sono per un’alimentazione sana e mi sconvolgono le esagerazioni. Prima per mangiare un hamburger si andava dallo “Zozzone”. Oggi entri nei locali dove cameriere modello Arisa spiegano che l’hamguer è fatto con le loro mani, il pane nasce da una farina che deriva da un grano mietuto in prima persona da loro stesse. Poi mischiano la farina con acqua che fanno sempre loro per la quale seguono una ricetta tradizionale che prevede la combinazione di due atomi di idrogeno  e uno di ossigeno. Che dire? 

PATRIZIA PERTUSO

 

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