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Con la crisi italiani a corto di felicità

giornata felicità

ROMA Con eventi, ricerche e statistiche il 20 marzo si celebra in tutto il mondo la “Giornata della felicità” voluta dall’Onu dal 2013 per mettere anche il benessere personale tra gli obiettivi da perseguire. Obiettivo difficile per il nostro Paese, che il World happiness report 2016 piazza solo al cinquantesimo posto per il secondo anno consecutivo. Ma soprattutto l’Italia è tra i dieci Paesi che segnalano la maggiore diminuzione della felicità tra il 2005 e il 2015. Tra questi, in un’Eurozona che ha perso il sorriso, ci sono quelli che hanno sofferto di più per la crisi: Grecia, Italia e Spagna.

I nordici al primo posto

Ai primi posti della classifica ci sono invece Danimarca, Svizzera, Islanda, Norvegia e Finlandia. Seguono Canada, Olanda, Nuova Zelanda, Australia e Svezia. Il segreto della felicità - ricordano gli psicologi - è nelle piccole cose e nelle attività creative e rilassanti: dipingere, scrivere, cucinare e sferruzzare. Il “picco” del benessere, secondo una ricerca californiana, si raggiunge però dopo i 40 anni, uscendo dalle fasi più stressanti della vita.

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