Opinioni

In Europa l'aria s'è fatta pesante

Maurizio Guandalini

L'OPINIONE C’è aria pesante in Italia. C’è aria pesante in Europa. Le tensioni Turchia-Olanda, in Francia un proiettile scoppiato nella sede del Fondo Monetario, antipasto delle elezioni presidenziali del 23 aprile e, da noi, un patchwork ricco, dai disordini in Università a Bologna, poi a Napoli le contestazioni a Salvini e i tafferugli contro il Ministro Fedeli alla Sapienza di Roma. Questo menù prima dell’appuntamento clou, del 25 marzo, nella capitale, festa dei trattati europei, con l’annunciata manifestazione dei black bloc. Stile quella dell’inaugurazione di Expo a Milano. Tutto chiuso, gente che scappa via dalla città, strade deserte, vetrine spaccate, feriti, squadre di polizia in tenuta anti sommossa.  Il melange della natura di questa strategia della tensione è voluta. Terrorismi,  antagonisti, centri di genere vario, sociali, ma attraversati anche dalla camorra, basta far casino e creare confusione,  e via via una “carte”  che risparmia pochi dalla fedina penale intonsa.

E’ uno scontro tra civiltà. Anche chi non fa parlare un politico contesta un format di civiltà: quello della legalità e della libertà di espressione. Come chi sfascia i simboli della globalizzazione o distrugge  quello che ha di fronte perché, dice, non gli va l’Europa. O, chi usa la religione, per mettere contro le nazioni, esprit che va dritto a servizio della follia incontrollata di scalmanati.  Ue verso l’abisso, hanno detto dalle parti di Ankara che, in Olanda, sperava, non tanto paradossalmente, in una vittoria degli islamofobi per guerreggiare a pieno carico. Un tentativo di uscire da questa guerra fredda, fatta di muri della paura, l’ha fatto il nuovo leader dei verdi olandesi, trent’anni, figlio di immigrati, che ha quintuplicato il risultato elettorale del suo partito, con un programma molto gandhiano e total green.

Si può essere d’accordo, o no, con Jesse Klaver, ma il giovanotto rappresenta non tanto una esigenza di verde, di ambientalismo, ma di rinascimento spirituale e ideale dell’Europa. La civiltà del Vecchio Continente da troppo tempo è rannicchiata su se stessa,  grigia, disadorna, priva di contenuti, per tali motivi incapace di fronteggiare, con spirito, gli attacchi, di ogni ordine e grado, che arrivano da più parti. Terrorismo, paura, disordini, scontri non si va da alcuna parte. Pure gli scontenti vanno foraggiati e raccolti. E i malumori convogliati da qualche parte. C’è sete di nuovi leader, giovani, sovrabbondanti di  idee, anche in overdose di utopia che ci terranno lontano da chi vive ancora con l’incubo dei comunisti o con il bagaglino dei blog scritti a totale insaputa.

MAURIZIO GUANDALINI

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