Fatti&Storie

Populisti congelati L'Olanda vota per l'Europa

Olanda

OLANDA L’Europa vince le elezioni olandesi. O comunque se la cavano i partiti più europeisti, quelli meno euroscettici, anche se ora si va a definire un puzzle piuttosto complicato da far quadrare in Parlamento. Il premier Rutte col suo partito liberale VVD respinge gli assalti dei populisti e ottiene con grande vantaggio il primo posto nelle elezioni parlamentari proporzionali olandesi. Ma la sua attuale coalizione di governo non potrà continuare a costituire la maggioranza, in quanto lo stesso Rutte ha comunque perso molti seggi rispetto al precedente Parlamento (ne ha 31 invece di 41) mentre i suoi alleati di governo, i laburisti del Pvda, sono tracollati da 38 a 9. Il tema come è noto riguarda tutto l’assetto europeo, sia per il ruolo dei nuovi governi dentro l’Unione, sia soprattutto per valutare l’impatto dell’ondata populista, se sia in crescita o arginata, anche rispetto alle prossime elezioni in Francia e Germania. Il trend in questa direzione si conferma, ma non sfonda.
Il partito populista di estrema destra, Partito per la Libertà (PVV) di    Geert Wilders, è rimasto distaccato, probabilmente con 19 seggi, 4 in più di prima ma ben al di sotto dei sondaggi che gli avevano attribuito fino a 30 seggi. Il partito rischia di non conquistare il secondo posto (ambiva al primo), in un testa a testa con Appello Cristiano Democratico (CDA, 19 seggi, sei in più del 2012) e i Democratici 66 (passati da 12 a 19). Al quinto posto sono saliti i Verdi di Sinistra, con un balzo da record da 4 a 16 seggi, seguiti dai 14 dei socialisti radicali (-1 sul 2012) che superano nettamente i laburisti del Pvda fermi ad appena 9. Nel pieno della tempesta diplomatica tra L’Aia e Ankara, entra per la prima volta con il proprio simbolo nel Parlamento dei Paesi Bassi il partito antirazzista Denk, fondato da due turchi olandesi, che conquista 3 seggi. 
La nuova maggioranza ha molte opzioni, ma non semplicissime da conseguire. I risultati permettono a Rutte di ricevere l’incarico di formare un nuovo esecutivo. Potrebbe rinnovare l’alleanza col Pvda, come base di partenza di una coalizione necessariamente più ampia. Probabile che la prima scelta coinvolga Cda e D66. Una coalizione centrista (tendente al centrodestra) che terrebbe fuori i Verdi, che potrebbero costituire una riserva su temi come l’Europa. 
L’affluenza è stata dell’81%, in crescita  rispetto al 74,6% del 2012.  

«No #Nexit. La destra anti Ue ha perso le elezioni in Olanda. Impegno comune per cambiare e rilanciare l'Unione», ha subito commentato su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. 

METRO

Articoli Correlati
Fatti&Storie
Vivere senza supermercato