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Motta live al Monk: «Faccio musica per parlare»

Roma/Musica

ROMA «La musica mi aiuta a esorcizzare le paure, le mie fragilità e a metterle nelle canzoni». Parola di Motta, una delle voci più interessanti della nuova canzone italiana, in concerto venerdì e sabato alle 22 al Monk. 

Il cantante e polistrumentista, nato artisticamente nel 2006 con la band pisana Criminal Jokers, torna a proporre dal vivo le canzoni del cd intitolato “La fine dei vent'anni”, il suo album di debutto, Targa Tenco 2016 per la migliore opera prima, di cui ha composto testi, musiche e arrangiamenti. 

«Credo - spiega Motta - che tutte le persone abbiano qualcosa da dire. L'impulso di fare musica è nato dalla voglia di dire e la musica è stato il mezzo per farlo. È accaduto a 16 anni. Ho avuto l'influenza per due settimane e in quei giorni ho iniziato a suonare tutto quello che c'era in casa». 

Nato a Pisa da famiglia livornese, nel 2013 ha iniziato a studiare composizione per film al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, scrivendo successivamente musiche per diversi film e documentari. 

«Ho cominciato il mio percorso scrivendo canzoni - racconta il cantautore - solo dopo mi sono appassionato alla musica per film. Ho cercato di mettere tutto insieme, cuore compreso, in “La fine dei vent'anni”». L'ingresso al Monk è riservato ai soci con tessera Arci.

STEFANO MILIONI

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