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La storia di Pasolini di scena come fosse un film

Torino/Teatro

TORINO  Tutto immaginato come fosse la sceneggiatura perfetta di un film, dalla sua nascita fino alla sua tragica morte in una notte di novembre del 1975 sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia, ancora avvolta nel mistero e nei sospettti.

In questa direzione andrà, da stasera al 17 marzo al CineTeatro Baretti, lo spettacolo “Pasolini e la morte: un rito culturale” di Ola Cavagna, anche regista di questa messinscena assieme a Ginevra Napoleoni e a Massimiliano Siccardi.

Protagonisti sul palco Mauro Avogadro, Lorenzo Fontana e Gianluca Giambino per ricordare la figura dello scrittore, poeta e regista friulano Pier Paolo Pasolini. D’altronde fu proprio lui a scrivere in “Osservazioni sul piano sequenza” che «è la morte che compie il fulmineo montaggio della nostra vita», aggiungendo poi che «solo grazie alla morte la nostra vita ci serve ad esprimerci». 

Quindi la morte sarà il punto di partenza del suo percorso umano e artistico per una proposta di lettura del tutto inedita e originale del “fenomeno Pasolini” che sembra aver concepito la sua opera come una messinscena della sua vita.

In scena ci sarà Mauro Avogadro, che, come Orson Wells ne “La Ricotta”, impersonerà ironicamente il regista Pasolini, un interprete della scrittura poetica di Pasolini interpretato da Lorenzo Fontana e un giornalista, Gianluca Gambino, che intervisterà il regista.

Il tutto ambientato su un set, durante le prove di un documentario su Pasolini. Per questo sul palco ci saranno anche un cameraman, un light design e un regista video che si muoveranno lungo una scena divisa in due sezioni: in proscenio lo spazio per il regista e, dietro di lui, il set con uno schermo oltre il quale l'attore designato, si troverà di volta in volta, a recitare (Info: cineteatrobaretti.it).

ANTONIO GARBISA

 

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