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Rapine: in manette la banda dell'estintore

TORINO

GIUSTIZIA  L’ordine del capo banda era chiaro: al termine di ogni colpo sradicare l’estintore e portarlo via. Ma, soprattutto, in caso di inseguimento non avrebbero dovuto esitare a usarlo per “sparare” contro i carabinieri e guadagnarsi così una facile fuga. I carabinieri di Rivoli hanno arrestato martedì dieci persone accusate di associazione per delinquere finalizzata al sequestro di persona, furti, rapine e ricettazione. Il provvedimento è giunto al termine di un’indagine iniziata nel giugno 2016 e conclusasi lo scorso dicembre.

La banda, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, avrebbe messo a segno oltre 30 colpi, tra spaccate a negozi di telefonia e ditte, rapine con sequestro di persona in sale giochi nonché furti e ricettazione di auto.
Il kit della banda era composto da mazza di ferro e piede di porco e estintore che, in caso di inseguimento, dovevano scaricare per creare una nube in modo da far perdere le proprie tracce.

La banda, composta da nove romeni e un italiano, avrebbe guadagnato dalla propria attività circa 100 mila euro. Del gruppo faceva parte anche un ricettatore, un romeno che aveva il suo magazzino in una borgata montana del torinese. Dagli accertamenti compiuti dai militari, è emerso che l’uomo aveva creato una rete di vendita sia diretta, sia on line. Tra la merce recuperata ci sono droni, occhiali, borse, giocattoli e scarpe griffate, decoder e un’etichettatrice per prezzare gli articoli rubati. SIMONA LORENZETTI

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