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«Questo film parla d’amore non del sesso di chi lo vive»

Cinema/Chi salverà le rose?

ROMA La storia è quella di due uomini e una giovane donna. Una storia in cui «non ci si nasconde, si ama o si odia con spontaneità e si vive esattamente ciò in cui si crede. Una sorta di paradiso e il fatto che a muovere tutto sia un amore forte, coinvolgente e totale, ne è la prova». Così la racconta Cesare Fureri, regista di “Chi salverà le rose?” (in sala da giovedì).

Protagonista, al fianco di Carlo Delle Piane e Lando Buzzanca, Caterina Murino, sempre impegnatissima tra set,  AMREF e  realizzazione dei suoi gioielli, e che da Parigi, dove vive, è venuta in Italia per la presentazione del film. 

Chi è la donna che interpreta?  
Direi una donna che ha rinunciato a parlare, a chiedere, e quando si accorge che è il momento di farlo è troppo tardi perché quando si rinuncia all'amore la vita va a rotoli.

Il film suggerisce che solo l'amore crea la famiglia al di là dei pregiudizi? 
Vuol ricordarci di non aspettare mai per l'amore, di viverlo subito al di là delle convenzioni. E, certo, anche suggerire che solo l'amore crea la famiglia. Quindi non  è una storia d'amore omosessuale ma la storia di un amore tra due persone che hanno vissuto insieme sempre.

Quanto è preparata l'Italia all'accettazione delle unioni omosessuali non vissute nel buio ma istituzionalizzate? 
Non saprei  ma in Italia conta molto il Papa ed è stato lui a dire “Chi siamo noi per giudicare?”. Direi che lui, anche se bloccato da alcuni lacci, sta facendo molto più dei politici,  rispettando le regole cristiane.Il tutto mentre il mondo va indietro invece che andare avanti come Trump insegna.

Progetti prossimi venturi? 
Farò con “Deep” il mio debutto su smartphone e tablet per questa nuova serie in cui divento subacquea per scoprire  qualcosa sulla morte di mio fratello. E poi tutto cinema. 

SILVIA DI PAOLA

 

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