Opinioni

Il futuro è di melma con la politica old style

Maurizio Guandalini

L'OPINIONE Ma si può ascendere in virtù di una forza che è discendente? Può la politica ritornare a fare la splendida quando l'amore per i partiti è ai minimi? Il dottor “Maciste” Renzi  è andato al Lingotto, a Torino. E' salito in pista e si è messo a girare intorno. Ma, in retromarcia. Se l'Italia, versione vintage, con quella catastrofica vittoria dei No al referendum, è balzata indietro di 30 anni, l'ex premier propone di rifare un partito. Old style. Con tinte di rosso. Audace. Proprio quando il brand non tira più ha deciso di spiegare che quello che ha fatto in tre anni di Governo sono “cose” di sinistra. E  non si deve essere per forza ex comunisti. E nemmeno uguali agli altri partiti dai programmi con dentro tutto, mai realizzati (perché se dici la verità nuda e cruda non ti vota nessuno), come le contemporanee litanie sulfuree del Berlusconi, versione Mc Donald's,  no al fisco vampiro, aumento delle pensioni, bla bla: dovremmo dargli il voto oggi per fare cose che non ha fatto in vent'anni di potere?  Al Lingotto c'era un Renzi zero effetti speciali del varietà del sabato sera – con la delusione dei commentatori gallonati e dei conduttori dei talk sempre alla ricerca di riempitivi - perché la scena politica, odierna,  è fatta di posizionamenti.

Con una legge elettorale che c'è, e non c'è, ma sarà il pasticcio con cui andremo a votare nel 2018, ogni partito, o quello che rimane, deve raccogliere il più possibile nei suoi dintorni. Motivare quelli che non sono tanto lontani.  E Renzi può contare su quel 40% di Sì al referendum. Conquiste altrove sono fuori di logica. I No, ad esempio, lo odiano. Nella neo strategia, savoiarda, renziana rimangono zone d'ombra. La prima: come distogliere la gente dai loro svaghi  e appassionarli alla politica e ai partiti. Della serie meglio andare in un gazebo che a pesca.  La seconda: cos'è la destra, cos'è la sinistra? Ridurre le tasse è di destra o di sinistra? Risolvere il caos migranti è di destra o di sinistra? Legge e ordine sono sentiment solo di destra? Il patriottismo è esclusiva dei conservatori? Alla politica che vince, oggi più di ieri, si chiede di correre. E fare. Alla svelta.  Purtroppo, l'intruglio elettorale odierno, al rallenty,  scelto in piena contraddizione dagli italiani, ansiosi di fare e correre, non aiuta. La controprova saranno le elezioni politiche: quello che c'è da fare lo decideranno i partiti dopo il voto, frutto di mediazioni e trattative melmose. A quel punto rimpiangeremo il leader  al comando, il solo modo chiaro e limpido per capire cos'è la destra, cos'è la sinistra. E  mandarlo a casa se non combina nulla.

MAURIZIO GUANDALINI
Economista e giornalista

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