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Renzi riparte dal Lingotto «Una generazione che non si fa distruggere»

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TORINO  Nella convention di Torino in cui lancia la sua candidatura a segretario del Pd dopo l’addio di Bersani e Speranza, Matteo Renzi riparte dalla “generazione Lingotto”, quelli che hanno lasciato senza rimpianti le vecchie appartenenze a Ds e Margherita o coloro la cui prima tessera è stata quella arancione dei Gd e del Pd nel 2007. Perché «diversi e uniti» è possibile, come sostiene il ministroMaurizio Martina, l’altra metà del ticket. «Qualcuno nelle ultime settimane ha cercato di distruggere il Pd - dice Renzi - ma l’elemento chiave è che qui c’è un popolo che ha dei valori e che non si fa distruggere da niente e da nessuno». «Non è con l’amarcord che si difendono i diritti dei più deboli - attacca Renzi - quella è un’immagine da macchietta non da politica». 
A Roma intanto parte di nuovo l’appello all’unità a sinistra nei confronti di Renzi. Lo lancia Andrea Orlando candidato alle primarie del Pd, durante un’iniziativa organizzata in suo sostegno dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Intanto Pisapia si propone per favorire il dialogo a sinistra. 

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