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Crescono i beni confiscati e aiutano i bisognosi

Milano

COMUNE  sociale Un’abitazione, tre negozi e quattro magazzini. È il “bottino” confiscato   a un finanziere di Chiari (Bs) che sta per entrare nel pieno possesso del Comune di Milano. Il militare infedele, arrestato nel 2013 in Thailandia, aveva accumulato il tesoretto gestendo una  rete di società e banche che fornivano permessi di soggiorno in cambio di denaro.

Un “malloppo” che va ad aggiungersi ai 172 beni confiscati alla criminalità già parte del patrimonio trasferito dallo Stato al Comune, 161 assegnati e 11 in fase di acquisizione da parte dell’Amministrazione. A formare il patrimonio gestito dal Comune ci sono negozi fronte strada, laboratori, magazzini e pertinenze, ma soprattutto abitazioni, che sono utilizzate nei programmi di accoglienza temporanea di famiglie sfrattate, padri separati, mamme sole con bambini, e anche come case rifugio della Rete dei centri antiviolenza che ospitano donne maltrattate. Si annovera anche la ciclofficina in zona Loreto, “Un laboratorio della legalità”, che realizza felpe e t-shirt in via Leoncavallo.

Questi e altri beni saranno aperti e visibili al pubblico, con la collaborazione di Libera, in occasione del Festival dei Beni confiscati alle Mafie che si svolgerà dal 30 marzo al 2 aprile. Il programma sarà presentato il 21 marzo, “Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie”. METRO

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