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Se a frodare le aziende è spesso il dipendente

Lavoro

MILANO Le frodi più temute dalle imprese italiane? In cima alla lista crimini informatici e infedeltà di dipendenti, dirigenti e amministratori sono al primo posto. È quanto emerge dall’analisi condotta da Axerta,  società italiana di investigazioni aziendali, che ha sentito 164 professionisti della sicurezza aziendale. Gli altri illeciti più temuti sono le frodi sugli acquisti (53%), i furti e gli atti vandalici (40%), lo spionaggio industriale (33%), l’assenteismo e il furto di materie prime (27%). Per prevenire le frodi e tutelarsi nei confronti dei collaboratori infedeli, le imprese fanno ricorso sempre più spesso ai servizi di investigazione privata, che oggi sono accessibili anche alla Pubblica amministrazione.

Occhi aperti sugli ammanchi

«Più del 40% delle imprese italiane subisce qualche forma di frode da parte dei propri dipendenti o amministratori, con ingenti danni economici», spiega Vincenzo Francese, amministratore unico di Axerta. «Per correre ai ripari, le aziende ci commissionano diverse tipologie di indagini, che possono andare dalla ricerca di prove su danni e ammanchi alle indagini su singoli dipendenti fino alle indagini pre-assunzione, quando si va alla ricerca di candidati per posizioni particolarmente delicate, o pre-collaborative, per le operazioni di business».

Il colpevole si trova sempre

Le indagini antifrode condotte nelle aziende in media portano all’individuazione dei responsabili nel 90% dei casi, mentre nel 5% dei casi emergono situazioni non punibili (per esempio quando il danno è stato generato da errori nella reportistica o da processi non imputabili al dolo dei dipendenti oppure quando trasferimenti o dimissioni hanno fatto cessare gli illeciti). I responsabili individuati rischiano sia sanzioni aziendali sia sanzioni penali.

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