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Diodato: «Con la musica voglio abbattere le barriere»

Roma/Musica

ROMA È Diodato il protagonista del nuovo appuntamento "Radio2Live" in programma domani alle 21 nella sala B di via Asiago. Il concerto del cantautore, sul palco con i brani del nuovo album, è aperto a un numero limitato di ascoltatori: per prenderne parte si può scrivere a radio2live@rai.it. Diretta streaming sul web.

Come nasce il suo nuovo progetto "Cosa siamo diventati”? 
È frutto di un vissuto, di sensazioni, di un magma emotivo che spingeva per venire fuori, di ore passate su fogli e poi davanti a microfoni, strumenti.

Quali sono i principali elementi di novità rispetto al primo disco? 
Ho cercato di abbattere tutte le barriere, di essere il più sincero possibile e questo mi ha portato a scavare molto di più rispetto al passato. Anche la musica segue queste intenzioni ed è spesso utilizzata per evocare, amplificare la visione.

Si esibirà a Radio2Live, uno spazio per la musica dal vivo: si fa abbastanza nel nostro paese per sostenere la musica e gli spazi per poterla ascoltare? 
Si potrebbe fare molto di più. Dobbiamo sostenere chi cerca di creare luoghi di aggregazione e di divulgazione culturale, è fondamentale, soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo. 

Nel 2014 con "A ritrovar bellezza" ha reso omaggio alla grande canzone italiana. Quali sono stati i suoi punti di riferimento musicali? Ci sono oggi giovani autori italiani che segue con interesse? 
Mi sono avvicinato ai grandi autori della musica italiana con un po’ di ritardo. Da ragazzino ascoltavo molto brit rock. Poi crescendo ho capito che in casa avevo un patrimonio inestimabile e ho cominciato ad ascoltare con interesse De André, Lauzi, Tenco, Dalla e molti altri. Per la musica italiana è un buon momento. Ci sono tanti giovani artisti che stanno facendo bene e che hanno buone prospettive future. Seguo con interesse tanti artisti tra cui Giovanni Truppi, Motta, Wrongonyou, Levante, Le Luci della Centrale Elettrica, Erica Mou. E poi mi piacciono i brasiliani Selton).

Ha seguito il Festival di Sanremo? 
Pochissimo, ero in tour. Sono comunque felice abbia vinto un giovane.

Che importanza ha avuto per lei la musica, la possibilità di fare canzoni? 
Fondamentale. Mi ha rovinato la vita, per fortuna. 

STEFANO  MILIONI

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