Fatti&Storie

Atm, tempesta su Rota Sala: «Spero che non si dimetta ora»

Milano

PALAZZO MARINO «Rota è più o meno a fine mandato. Io mi auguro che voglia terminarlo. Ci vedremo a giorni. Le Fs? Sono un partner. Non possiamo dire che ci serve per gli scali ma che non lo vogliamo nei trasporti. Abbiamo ragionato in modo allargato». Queste parole, pronunciate ieri dal sindaco Sala, descrivono bene l’atmosfera attorno al presidente e direttore generale di Atm. Dopo la “bocciatura”, da parte dello stesso sindaco, e della maggioranza in Consiglio, della richiesta di Rota di acquistare le quote di Astaldi in M5, e il via libera all’ingresso «ostile» delle Fs, ieri è stato tutto un rincorrersi di voci su possibili dimissioni di Rota. O di richieste, rivolte a Rota stesso, a dimettersi. Lui, il manager, si è chiuso nel più assoluto silenzio, forte, da un lato, della certezza di aver sempre voluto comunque rispettare la volontà dell’azionista, cioè del Comune, e, dall’altro, della bontà oggettiva del suo operato (gli ultimi due bilanci sono stati un record storico di utili netti). Hanno parlato gli altri. Le dimissioni di Rota in qualche modo “obbligate” sono state sollevate da Morelli (Lega) e dal centrodestra. Ma lo stesso Basilio Rizzo aveva adombrato lo scenario nel Consiglio dell’altra sera. Rota, ad ogni modo, “scade” ad aprile. E, dopo il 2° triennio di fila, scenderà per forza al capolinea.

La richiesta di Parisi
Avviare subito un tavolo tra Comune, Regione Lombardia e città metropolitana per scongiurare l'ingresso delle Ferrovie dello Stato nella gestione del trasporto pubblico locale milanese. Questa è la richiesta formalizzata dall'ex candidato sindaco Stefano Parisi insieme a tutti i capigruppo di opposizione a Palazzo Marino durante una conferenza stampa convocata per affrontare la questione di M5 e del mancato esercizio da parte di Atm del diritto di prelazione sulle quote messe in vendita da Astaldi

SERGIO RIZZA
Twitter: @sergiorizza

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