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No di Sala ad Atm Sì alle Fs nella M5

Milano

PALAZZO MARINO L’Atm destini risorse «per sostenere il servizio», non  in operazioni finanziarie, ha detto ieri il sindaco Sala in Consiglio. E il Consiglio, a maggioranza (24 contro 14), ha approvato. Dunque la municipalizzata non eserciterà la prelazione sulle azioni che il costruttore Astaldi ha messo in vendita (36,7%, per 64,5 milioni) e che a questo punto faranno di Fs, che se le accaparrerà, il primo azionista della M5: una prospettiva «ostile» secondo il n°1 dell’Atm Bruno Rota. È una vittoria delle ferrovie, che avevano minacciato azioni legali a tutela del loro “diritto” a comprare.

Nella seduta del Consiglio la maggioranza ha bocciato la mozione con cui centrodestra, M5S e Basilio Rizzo chiedevano di permettere ad Atm di esercitare la prelazione. A prevalere, oltre al voto del sindaco, quello di Noi Milano (solo Strada e Fumagalli: Marcora e Conte sono usciti dall’aula) e del Pd (tranne la Censi, uscita dall’aula) . SinistraXMilano non ha votato («La situazione è complessa», ha lamentato la Pirovano). Il sindaco ha detto di volersi sottrarre al «gioco dei buoni e dei cattivi», tra Fs e quel fondo F2i che avrebbe rilevato le quote da Atm, e ha aggiunto: «Abbiamo riflettuto a lungo, modificando in parte le convinzioni iniziali». A proposito di Bruno Rota, ha detto: «Ha fatto la sua partita. Non lo accuso di nulla. Ma il tuo timore secondo me è eccessivo».

Scatenati gli oppositori. Per Rizzo, il sindaco ha «subito il ricatto delle Fs». Per Parisi, «Milano non è più padrona del proprio destino. Stiamo facendo entrare Fs, una struttura statale inefficiente. Una decisione presa a Roma». Sulla stessa linea il M5S.

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