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Stadio della Roma il rebus è la viabilità

Roma

ROMA Il taglio delle cubature previsto nel nuovo progetto dello stadio giallorosso a Tor di Valle piace agli urbanisti, che puntano però il dito contro l’abbattimento dei fondi che i privati avrebbero messo sul tavolo per migliorare la viabilità. Per Alessandro Bianchi, ex ministro dei Trasporti con Prodi, professore di urbanistica ed ex rettore dell’Università di Reggio Calabria, il nuovo accordo con la Roma (tutto da scrivere) «è un buon compromesso, che dopo 50 anni vede il Campidoglio riprendere il controllo del territorio, arginando lo strapotere di palazzinari e finanzieri». Per poi aggiungere che la viabilità ora è seriamente a rischio, «se non sarà realizzato il raccordo tra l’autostrada Roma-Fiumicino e lo Stadio», un’opera a carico dei privati prevista nel progetto portato avanti dall’ex sindaco Ignazio Marino.

È dello stesso avviso Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale della Sapienza, nonchè presidente di Sogeea Spa: «L’accordo tra Raggi e As Roma non risolve il problema della viabilità. il nodo resta l’afflusso e il deflusso dal nuovo Stadio». Il potenziamento del trasporto pubblico sul quadrante, secondo il nuovo progetto, prevede il potenziamento della Roma Lido con due soli treni. Ma la tratta, ricorda Simoncini, oggi può garantire al massimo 10 mila passeggeri l’ora in condizioni ottimali, cioè quasi mai. «Con il nuovo stadio almeno 30 mila persone dovrebbero accedere a Tor di Valle sulla Roma Lido. Gli investimenti preventivati dal nuovo accordo rendono questa ipotesi del tutto fuori luogo».

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