Opinioni

Contro i robot è una corsa per la sopravvivenza

Umberto Silvestri

Dell’impatto delle nuove tecnologie e della robotica sul lavoro ne avevamo già parlato tempo fa; praticamente inascoltati. Fortunatamente però, ora qualcosa si sta muovendo e alcuni timidi ragionamenti si stanno facendo, pur se siamo ancora a livello di discussioni accademiche. In Italia lo scrittore Riccardo Staglianò ha appena editato un libro (“Al posto tuo”) che tratta dell’invadenza della robotica e del web nel mondo del lavoro. Oltreoceano la questione è più sentita e si stanno avanzando già le prime proposte che, pur se ancora contraddittore e di difficilissima attuazione, hanno il merito di aver smosso le acque. Bill Gates ad esempio, ha chiesto di tassare i robot che toglieranno mano d’opera umana; qualcun altro ha pensato a una dote da assegnare a ogni nuovo nato americano, prelevata dai profitti della robotica; in Svizzera si era proposto un referendum per assegnare un reddito strutturale ai futuri disoccupati vittime della tecnologia. Idee, per le quali ci vorranno anni e nuove norme. L’elettronica intelligente ci ha preso di contropiede, aprendo squarci dentro i quali stanno precipitando i progetti collettivi di miliardi di persone. Ma è la stessa organizzazione politica e sociale che si era data il mondo moderno, che rischia di scomparire. Anche se non sappiamo ancora come, è necessario correre velocemente ai ripari e non basterà solo parlare di lavoro, di welfare e di disoccupazione/occupazione, ma di sopravvivenza.

UMBERTO SILVESTRI, GIORNALISTA E SCRITTORE

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