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Le favole per bambine che sognano in grande

Libri/Favilli-Cavallo

L'INTERVISTA Sognate bambine. Ma non il principe azzurro. Sognate di andare su Marte. Sognate di realizzare voi stesse: di essere aviatrici come Amelia Earhart o scienziate come Rita Levi Montalcini. Ma anche di diventare scrittrici, stiliste, cantanti come Jane Austen, Coco Chanel, Nina Simone. Sognate in grande. E ce la farete. E’ capitato a due giovani imprenditrici Elena Favilli, giornalista, e Francesca Cavallo, autrice e regista di teatro, che dopo aver sbancato in America e Canada stanno per pubblicare anche in Italia (Mondadori, p. 212, euro 19) Storie della Buonanotte per bambine ribelli, il libro più finanziato nella storia del crowdfunding, ovvero raccolta di soldi in rete.

Il vostro libro racconta in forma di favole 100 storie di grandi donne della storia con disegni originali. Come è nata l’idea?
Le ricerche ci mostrano come fin dall’inizio della scuola media le bambine iniziano a perdere fiducia in se stesse. Ecco perché essere esposte molto prima a una narrazione diversa della femminilità è fondamentale.

Qual è lo slancio che vi ha mosso?
Un sogno “politico”, far appassionare i bambini alla realtà che li circonda. Volevamo promuovere l’immaginazione come strumento di conoscenza del mondo.

“Favole della buona notte per bambine ribelli” è il libro originale che ha raccolto piu fondi di crowdfonding nella storia: 1,3 milioni di dollari sulla piattaforma Indie gogo. Come avete iniziato?
Abbiamo costruito una newsletter dal titolo Goodnight Stores for Rebel Girl, e iniziato a invitarele persone che potevano essere interessate a ricevere queste storie. Mandavamo una storia alla settimana alla nostra prima mailing list di 4000 persone. Quando abbiamo visto che la risposta era molto forte abbiamo capito che poteva trasformarsi in un libro.

Un libro senza editore?
Si a quel punto avevamo messo in piedi un’audience e abbiamo pensato di iniziare un crowdfunding rivolgendoci a quella comunità che aveva manifestato interesse per quello che stavamo già raccontando. Poi in Italia è stato acquistato da Mondadori.  

Un tema difficile?
Quello della depressione nella storia di Virginia Woolf. Per scrivere la storia e affrontare il tema abbiamo lavorato anche con psichiatri infantili.

Cosa vi aspettate dalle bambine che leggeranno queste storie?
I libri per l’infanzia sono carenti di personaggi femminili. C’è uno studio che dice che già a 6 anni nonostante a scuola siano molto più brave dei maschi le bambine si percepiscono come meno brave. Con questo libro e questi esempi ci auguriamo che acquistino più fiducia in se stesse.

ANTONELLA FIORI

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