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Rottamazione fiscale dentro la manovrina

Fisco

ROMA Il governo sta studiando un meccanismo di “rottamazione” delle liti tributarie pendenti che potrebbe entrare nel menù della manovrina da mettere in campo per rispondere alla correzione dei conti da 3,4 miliardi chiesta dalla Commissione europea. Secondo quanto riferiscono fonti di governo, l’esecutivo sta valutando un meccanismo di definizione del contenzioso tributario pendente sul modello della recente rottamazione delle cartelle esattoriali introdotta con il decreto fiscale collegato alla legge di bilancio. Una misura “una tantum” che potrebbe portare gettito nell’immediato ed essere affiancata ad interventi più strutturali in linea con le richieste di Bruxelles.

Le liti valgono 32 miliardi

Le liti dei contribuenti italiani con il Fisco valgono 32 miliardi di euro e sono oltre 460 mila i processi tributari pendenti. Per non parlare dell’arretrato, «un macigno da 50 mila cause» che, secondo il primo presidente di Cassazione, Giovanni Canzio, rappresenta una vera e propria «emergenza». Ecco perchè il Governo vuole metterci mano. Il viceministro dell’Economia, Luigi Casero, ha precisato che si sta pensando ad un sistema «che possa consentire di abbattere il contenzioso pendente in tutti i gradi di giudizio». E si studia la possibilità di istituire una sezione tributaria bis composta da 50 giudici ausiliari. Casero apre anche all’ipotesi di alzare la soglia per la mediazione extragiudiziale delle piccole liti tributarie pendenti da 20 mila a 50 mila euro.

I numeri della disfida

Guardando ai numeri, nel 2016 le liti tra gli italiani e il Fisco hanno toccato quota 32 miliardi, in lieve calo rispetto ai 34 registrati nel 2015. In aumento il valore medio dei giudizi, pari a 112.363 euro per quelli delle Corti tributarie provinciali e 194.104 euro per quelle regionali. I processi pendenti tributari al 31 dicembre 2016 sono in totale 468.839, a fronte dei 530.521 del 2015. I nuovi processi iscritti a ruolo sono stati 232.992. Nell’anno sono state decise 294.289 controversie. A fronte dei provvedimenti cautelari richiesti, quelli decisi sono stati 53.348 nel grado provinciale, di cui concessi il 43,39% e 2.230 nel grado regionale, di cui concessi il 28,97%. In recupero l’arretrato tributario, che come ha spiegato il presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, Mario Cavallaro, si è attestato al 12%, raddoppiando quasi rispetto al 2015.

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