Spettacoli

Morante: La mia Locandiera vuole solo divertire

Laura Morante/Teatro/Fiorenzo Niccoli

ROMA Laura Morante è la protagonista della pièce “Locandiera B&B” all’Ambra Jovinelli fino al 5 marzo (con Giulia Andò, Bruno Armando, Eugenia Costantini, Vincenzo Ferrera, Danilo Nigrelli, Roberto Salemi), tra gli allestimenti più attesi della stagione teatrale.

Signora Laura, che Locandiera è la sua Mira?
È una donna che, partita da una situazione di difficoltà e in un ambiente pieno di personaggi strani, al limite del thriller, riesce a far venir fuori lentamente tutto il suo carattere e ad imporsi.

Quanto rimane del modello goldoniano?
Praticamente niente. Nel testo di Edoardo Erba (l’autore della pièce, ndr) è una donna matura e non una ragazza, e si trova ad agire in un contesto e in un’atmosfera diverso da quello della protagonista di Goldoni.

L’ha favorita l’ambientazione toscana dell’opera?
Sì, con il regista Roberto Andò abbiamo sfruttato il fatto che io sia toscana per innestare nel testo delle parti in cui la mia inflessione crea più leggerezza e maggiore godibilità. Quello che mi si sente parlare, è una sorta di “esperanto” toscano, visto che nelle battute faccio confluire parole e intonazioni di diverse province toscane.

Il suo personaggio vuole essere un modello di moderna femminilità, in qualche modo?
No, assolutamente. Non mi piacciono i modelli, la mia Mira è la protagonista di un gioco, vuole solo far divertire gli spettatori.

A questo punto della sua carriera, si sente più a suo agio in teatro o davanti a una macchina da presa?
Ho lavorato prevalentemente nel cinema, ma ho sempre sentito l’esigenza di tornare sulla scena. Il teatro è una cosa viva, è molto più impegnativo stare davanti a un pubblico e percepirne le vibrazioni.

 

DOMENICO PARIS

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