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Le imprese torinesi ai minimi storici

TORINO

TORINO cCi sono più ombre che luci sul mondo imprenditoriale torinese. Secondo la Camera di Commercio, che ieri ha presentato i dati relativi al 2016, l’anno si è chiuso con 223.307 imprese registrate, in calo di oltre 1.700 unità rispetto al 2015, tornando  ai livelli del 2004. Sono calate le nuove aperture (13.889 nuove iscrizioni a fronte delle 14.308 dell’anno precedente), anche se c’è stato un netto calo delle cessazioni (13.732 contro le 14.264 del 2015). In particolare, senza le cessazioni di ufficio, il saldo fra aperture e chiusure sarebbe positivo (+157) e il tasso di crescita improntato alla stabilità (+0,07%), più alto di quello registrato nel 2015 (+0,02%).

In città predomina la micro impresa: ha meno di 10 addetti oltre il 95% delle attività torinesi, cui si aggiunge una ridotta percentuale (il 3,8%) di piccole imprese (fra i 10 e i 49 addetti), residuale la presenza di medie e grandi imprese. Per quanto riguarda la sopravvivenza, a un anno dalla nascita in provincia di Torino sopravvivono 88 imprese su 100.

Anche nel 2016 sono le imprese straniere ad aver contribuito alla tenuta del sistema imprenditoriale torinese: con 24.358 unità (il 10,9% delle imprese totali), le imprese straniere segnano un tasso di crescita pari al +4%. Infine, sono quasi 49 mila (48.998) le imprese femminili in provincia di Torino, che rappresentano il 22% del tessuto imprenditoriale complessivo.

Prosegue il trend negativo delle imprese giovanili che calano di 809 unità, raggiungendo quota 22.287, pari al 10% delle imprese torinesi, così come non si è arrestata la flessione  delle imprese artigiane torinesi (62.325, il 28% del totale delle imprese locali), il cui tasso di crescita, al netto delle cessazioni d’ufficio, è stato pari a -0,88%.

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