Fatti&Storie

Buche, 2.000 cause aperte con il Comune

Roma

ROMA È finito all’Umberto I, in codice giallo, il ciclista 52 enne che ieri mattina pedalando tra via Gioberti e via Amendola è rimasto incastrato in una voragine coperta solo parzialmente da una lastra di ferro. La buca è in prossimita di un cantiere, e i vigili del I Gruppo dovranno stabilire l’esatta dinamica dell’incidente. Ma lo stato delle strade romane, sotto gli occhi di tutti, riaccende il caso.

Ieri il Codacons ha ricordato che presso il Tribunale di Roma le cause ancora pendenti fino allo scorso 31 dicembre intentate al Comune dai cittadini per i danni causati da buche e altri dissesti stradali sono state 1.949. I dati sono quelli ufficiali forniti da Assicurazioni di Roma, ai quali l’associazione dei consumatori era riuscita ad avere accesso. E se i tempi d’attesa medi per ottenere un indennizzo sono di circa sei anni e mezzo, il Codacons ha rimarcato che ben 49 sinistri causati da buche sono in attesa di definizione addirittura dal 2004.

E non se la passano meglio le piste ciclabili: l’associazione Biciroma ieri ha denunciato in un comunicato corredato di foro lo stato dei percorsi dedicati alle due ruote, plemizzando: «In otto mesi la sindaca non ha ancora incontrato le associazioni dei ciclisti».

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