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Molla il posto in banca e diventa apicoltore

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Spesso le passioni di famiglia si tramandano. E possono anche venir fuori prepotentemente, rompendo quella quotidiana routine che talvolta va stretta.

In fondo è questa la storia di Manuel Bizzocchi, 35enne di Montecchio dell’Emilia, da cinque mesi papà di due gemelli. Un bel giorno dopo quasi quindici anni ha deciso di mollare il suo posto fisso in banca – rappresentazione plastica della stabilità, contrapposta a questi anni liquidi – e ha iniziato a seguire il suo cuore, diventando apicoltore. Per la sua gioia e per quella di suo nonno Lello.

Già, perché sin da piccolo è stato proprio il nonno di Manuel a guidarlo nel mondo dell’apicoltura. “Mio nonno ha sempre avuto la passione per le api. Quando tornava a casa dopo una giornata di lavoro per prima cosa andava a vedere come stavano le sue api e dopo salutava la mia nonna”, ricorda scherzandio Manuel. Ancora oggi il nonno, che ha spento 89 candeline, vuole sapere ogni cosa della vita sui campi del nipote. Quello stesso nipote che ha deciso peraltro di dedicargli l’impresa, navigabile su Ilmieledinonnolello.it.

Impresa di famiglia, quella di Manuel. Una famiglia molto allargata soprattutto durante la primavera, perché abbraccia quasi 30mila esemplari di api. Siamo sulle prime colline reggiane, precisamente a Vezzano sul Crostolo, quattromila anime in provincia di Reggio Emilia.

Il miele di Manuel racconta proprio quel territorio perché è a chilometro zero. “In agricoltura si trova ovunque, in apicoltura è poco diffuso. Con le api solitamente si fa nomadismo, spesso anche fuori regione. Molti apicoltori della mia provincia, per esempio, fanno miele d’acacia in Lombardia o miele di castagne in Liguria”.

Invece l’idea ‘wow’ di Manuel è proprio quella del miele stanziale. “L’ape in natura sarebbe un animale non nomade, quindi di preferenza si fermerebbe in unico posto”.

Attualmente Manuel ha un centinaio di alveari per una produzione di quasi sedici quintali di miele. Ma i numeri non lo soddisfano, perché proprio il 2016 è stato un anno difficile per l’apicoltura: problemi ambientali e di avvelenamento con i pesticidi. Per ora Manuel realizza tre tipi di millefiori, suddividendo la produzione per stagioni e per luoghi. “Perché ci sono specifici fiori a seconda dei campi nelle nostre bellissime vallate”.

Giampaolo Colletti

@gpcolletti  

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