Libri

L'amicizia tossica di due anoressiche

Libri/Francesca Scotti

INTERVISTA Le protagoniste del libro, Erica e Vanessa, si trovano nella fase della vita in cui il corpo cambia rapidamente e non per forza in parallelo con la propria crescita psicologica. Se fino a poco prima si sentivano bambine, con un corpo bisognoso di essere protetto, nutrito e accudito ora si scoprono in una dimensione nuova. Quella descritta da Francesca Scotti in “Ellissi” (Bompiani, p 171, euro 17 che sarà presentato a Milano il 9 marzo 2017 al Circolo dei Lettori) è un’amicizia tossica: ambedue anoressiche, si appoggiano a vicenda, indifferenti a  tutto e tutti. Vengono mandate dai genitori a Villa Flora, una clinica specializzata  e lì, si proteggono  rifiutando ogni contatto esterno e ogni cura.

Dove nasce, il disturbo che diventa ossessione in queste due ragazze?
Nel loro caso il rifiuto del cibo non è legato a questioni estetiche, non vogliono essere più magre o più belle: vogliono avere il controllo su questa crescita, su questi cambiamenti che le spaventano.

Un’amicizia tossica: come si alimenta vicendevolmente?
L’amicizia è la prima forma di amore che ho vissuto nella mia vita. La forza dell’amicizia è benefica ma può cambiare segno quando ci si sintonizza troppo sulla negatività. In questo caso l’amicizia invece che dare energie, diventa velenosa. Si amplificano le insicurezze e le paure, si scatenano le gelosie e si ingaggiano sfide pericolose. Per loro la tossicità del legame non sta nell’essere una contro l’altra: si alleano nel tentativo di dare al proprio io uno spessore, anche sfiorando confini rischiosi.
 
Anoressia e disturbi alimentari, che cosa cerca un’adolescente quando rifiuta il cibo?

Possono assumere una sfumatura qualitativa e quantitativa differente. Il corpo in questa fase della vita diventa ed è un vero e proprio palcoscenico attraverso il quale raccontarsi ma anche chiedere aiuto.

Come si è documentata?
Ho attinto alla mia esperienza e al potere della scrittura. E poi leggendo testi scientifici, romanzi, testimonianze: non mi sono fermata solo all’Italia.

Può un romanzo aiutare a uscire da questo e come?
Io credo che i libri aiutino a trovare energie e conforto, nuovi territori da esplorare. Suggeriscono domande e possibili risposte. L’attenzione al mondo intorno si espande anche perchè nelle storie viene raccontato e tratteggiato anche il futuro possibile. 

ANTONELLA FIORI
@aflowerinlife

Libri