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Un inverno bollente per il pianeta Terra

Clima

ROMA Quello appena trascorso è stato il terzo gennaio più caldo degli ultimi 137 anni, cioè dal 1880 quando si è iniziato a registrare le temperature in modo sistematico. Stando alle elaborazioni della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) il termometro globale ha segnato 0,92 gradi centigradi in più rispetto alla media del primo mese dell’anno. I dati diffusi dal Goddard Institute for Space Studies della Nasa, raccolti da 6.300 stazioni meteorologiche sparse per il mondo, mostrano che la temperatura del gennaio 2017 è stata di 0,20 gradi inferiore rispetto al gennaio 2016, che detiene il record con i suoi 1,12 gradi in più della media. Al secondo posto c’è il gennaio 2007 con +0,96 gradi.

Solo l'Europa in celeste

Nella mappa delle anomalie della temperatura a livello globale spicca il celeste al ribasso che ricopre l’Italia e gran parte d’Europa, che hanno vissuto un gennaio freddo grazie all’arrivo di masse d’aria di estrazione artica e temperature costantemente rigide. Ma come si può notare dalla mappa nella sua interezza si tratta solo di una “goccia” in un oceano che tende al rosso (ovvero temperature molto sopra la media). In particolare le anomalie sono estremamente marcate ed estese nel continente americano e in quello asiatico, come nelle regioni polari artiche.

Su febbraio allerta di Coldiretti

E se l’Italia ha vissuto un gennaio più “fresco”, la prima decade di febbraio ci ha subito riportati in linea con il riscaldamento globale con temperature minime più elevate di 3,9 gradi rispetto alla media. È quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sulla base dei dati Ucea. L’anomalia è evidente lungo tutta la Penisola anche se le situazioni più eclatanti - sottolinea la Coldiretti - si riscontrano nel Nord Est, dal Friuli dove lo scarto è di +5 gradi al Trentino dove è +4,6 gradi fino in Veneto dove è di +4,5 gradi. Le coltivazioni che si sono salvate dal maltempo sono in tilt ingannate da un finta primavera che favorisce un “risveglio” che le rende particolarmente vulnerabili all’eventuale prossimo arrivo del gelo con danni incalcolabili.

Eventi estremi

Una situazione che - continua la Coldiretti - rischia di aggravare il già pesante bilancio delle perdite che si sono verificate tra la fine dello scorso anno e l’inizio di quello attuale a causa di precipitazioni violente, neve, gelo e vento che hanno distrutto le coltivazioni e provocato frane e smottamenti con 400 milioni di euro di danni stimati. Un “pazzo inverno” che conferma i cambiamenti climatici che si stanno manifestando negli ultimi anni con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi con pesanti effetti sull’agricoltura italiana che negli ultimi dieci anni - conclude la Coldiretti - ha subito danni per un ammontare 14 miliardi di euro tra alluvioni e siccità.

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