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Amorosi sensi Trump-Putin Così non si risolvono i problemi

Maurizio Guandalini

L'OPINIONE E’tutto un equilibrio sopra la follia. Uccidono, avvelenandolo, il fratellastro del dittatore nordcoreano Kim Jong-un e già tira aria di guerra. Di reazioni anche spropositate. Il leader supremo  ha lanciato da poco un missile balistico a medio raggio nelle acque nipponiche  durante la visita del capo del governo giapponese, Abe, negli Stati Uniti. E’ su questi eventi, che Trump continua  a definire “piccoli equivoci senza importanza”, che si gioca il risiko mondiale. Prima di sedersi al tavolo, delle spartizioni del mondo, con Cina e Russia, il comandante in capo degli Stati Uniti deve dire qual è la sua idea sulle crisi del mondo. Non vale la ricetta di tirarsi fuori. Di rinchiudersi come fa in economia. Purtroppo i presidenti americani continuano pagare la loro supponenza e faciloneria nel guardare al di fuori dei confini di casa. Bush figlio era un maestro di impreparazione in politica estera. Trump l’ha superato. Nel momento in cui il tycoon chiama, ogni paese, al fai da te, esaltando la Brexit inglese, non può immaginare che gli stati più border line, con conducator sopra le righe, se ne stiano lì a far girare i pollici delle mani.  E infatti il giovanotto Kim ha proseguito a rimpolpare il suo arsenale nucleare e lo continuerà a fare, tanto nessun Presidente americano, da Truman in poi, ha avuto il coraggio di mettere mani da quelle parti del mondo.

Trump non sta passando un momento esaltante e la sua presidenza comincia ad avere il fiato corto, sul piano interno, perché ha aperto focolai, anche legittimi, che hanno reso fallaci le sue prime decisioni e, sulla finestra del mondo, c’è la vacuità, gravata da una amministrazione che ha già inciampato su scandali come le dimissioni del consigliere della sicurezza Flynn per aver trescato, nel periodo di passaggio dalla presidenza Obama a quella di Mr. Donald, con l’ambasciatore russo a Washington consigliandolo di riferire a Putin di non reagire di fronte ad eventuali sanzioni perché poi con la nuova presidenza sarebbero state tolte. La strategia degli amorosi sensi tra le due superpotenze, una volta “fredde”, non risolve i pericoli del mondo che sempre più nascono da focolai accesi e mai spenti. L’Europa, di contro, sta lì ferma e non fa partita ripiegata com’è sugli affari di economia casalinga alla ricerca della crescita perduta. I fronti sono scoperti, ad esclusione della Libia dove per la verità la Russia ha messo le mani sul petrolio che conta e, la Gran Bretagna, dopo aver abbandonato il Golfo, vi ritornerà tra qualche anno con la più grande imbarcazione della Royal Navy, la HMS Queen Elizabeth.

MAURIZIO GUANDALINI
Economista e giornalista

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