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Matteo Renzi velocizza l’approdo al congresso

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ROMA «Si chiude un ciclo alla guida del Pd». Matteo Renzi non pronuncia la parola dimissioni, ma al termine di un lunga riunione la Direzione del Pd approva la sua relazione e chiede la convocazione a stretto giro dell’Assemblea («si terrà sabato o domenica») per far partire l’iter congressuale. «Dal giorno dopo del referendum la politica italiana ha messo le lancette indietro - ha detto Renzi - abbiamo riniziato con le discussioni autoreferenziali, sono tornati i caminetti. Invece di chiederci dove va l’Italia. Discutiamo su due linee e poi magari ci dividiamo, ma non ho mai pensato a una scissione sul calendario. Mi sembra un ricatto morale e a me non piacciono. Il voto e il congresso sono due cose divise». «Il congresso cotto e mangiato con una spada di Damocle sul governo, mentre si fa la legge elettorale e le elezioni amministrative non è il messaggio giusto da dare al Paese», replica Bersani: «Dobbiamo accompagnare il nostro governo sino alla fine della legislatura».

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