Opinioni

Ma io sui conti la vedo al contrario

Umberto Silvestri

Che il nostro bravo economista e opinionista Maurizio Guandalini sia un fautore del libero mercato e della globalizzazione spinta non è una novità; lo scrive da sempre con coraggio su questo giornale ma, pensare che ciò sia moralmente giusto e che il mondo debba per forza girare in questo modo altrimenti si è rosiconi o webeti, lo trovo perlomeno discutibile. Accettare che un’impresa  privata  paghi centinaia di migliaia o milioni di euro come stipendio ad un dirigente,  ci può pure stare. Sono soldi privati e ognuno li spende come meglio crede. Farlo in un’azienda pubblica è un altro paio di maniche. La polemica sui compensi elargiti o da elargire a Carlo Conti per condurre il Festival di Sanremo accesasi sul  web, che Guandalini ha stigmatizzato su Metro la settimana passata, non solo  la trovo giusta, ma opportuna e utile. Che cosa fa la Rai con i soldi del mio abbonamento o lo Stato con quelli delle mie tasse, è una domanda legittima e non per questo mi sento un invidioso o peggio, un rancoroso. Per ciò che riguarda il “merito”  poi, che l’ottimo collega sostiene sia alquanto scarso tra i lavoratori nostrani, gli ricordo sommessamente che in Italia  ci sono milioni di ragazzi e ragazze e  padri e madri  di famiglia che fanno il loro lavoro di commessi, muratori, ricercatori, infermieri o metalmeccanici con il massimo dell’impegno e della professionalità e, pur non guadagnando che poche centinaia di euro al mese, mandano avanti questo disgraziato paese, la sua sanità, il commercio, i trasporti, la sicurezza. E se alcuni di loro riflettono e confrontano i loro stipendi con i compensi dei vip, delle veline o dei presentatori, non stanno certo parlando del sesso degli angeli o d’invidia sociale ma di equità, giustizia, diritti e pure merito.
UMBERTO SILVESTRI
Giornalista e scrittore

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