Opinioni

Quel difficile dovere di visitare tutti

Baruffaldi

Un girone dantesco. Il Pronto Soccorso di Niguarda, la notte di Santo Stefano.
Decine di persone che si accalcavano a registrarsi, altre stese nei lettini nei corridoi. Un grande lamento, carico d'ansia. Ognuno con il suo carico di recriminazioni, di richiesta del codice dal colore più urgente. La nostra informazione gridata, sostanzialmente trash, avrebbe riportato l'esperienza con la stessa violenta indignazione usata nella questione di Nola; dove il picco d'influenza e il maltempo che non permetteva di raggiungere altri ospedali avevano quasi raddoppiato l'affluenza, e i malati sono stati visitati sdraiandoli a terra. Direttore dell'ospedale, responsabile PS e quello di medicina d'urgenza sospesi, in attesa di indagini interne, invece di riconoscere che non potevano rimandare le persone a casa, che i letti quelli erano, non per scelta loro, e che avevano agito quindi con sano impulso. No: tutti a tuonare che si farà giustizia. Così come a Niguarda: ho visto nel personale stanchezza, tensione e pazienza in eguale misura, eppure alla lunga il dovere di visitare tutti è stato raggiunto. Certo, sarà stata una cura che non poteva concedersi approfondimenti, ma il soccorso è stato pronto, nei limiti del possibile. Ancora si evidenzia l'imbastardimento inquisitore e facilone di una parte di questo paese. Mentre l'altra continua a fare del suo meglio.

MAURIZIO BARUFFALDI

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