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La Consulta dice no al referendum sull'articolo 18

Lavoro

ROMA No al referendum abrogativo sulle modifiche all’articolo 18 introdotte con il Jobs act, via libera invece a quelli sui voucher e sulla responsabilità solidale negli appalti. È questo il verdetto a cui è giunta la Corte Costituzionale sui tre quesiti referendari presentati dalla Cgil con 3,3 milioni di firme raccolte. Le motivazioni della decisione presa dalla Consulta saranno rese note con il deposito delle sentenze - una per ciascuno dei tre quesiti vagliati nella camera di consiglio, durata circa due ore e mezza - che deve avvenire entro il 10 febbraio.

Quando si voterà

La consultazione referendaria, secondo la legge, dovrà svolgersi tra il 15 aprile e il 15 giugno prossimi. È il governo che deve fissare la data. Il referendum viene rinviato in caso di elezioni politiche anticipate: la legge prevede che i referendum vengano congelati fino all’anno successivo. Inoltre se il Parlamento modifica la legge sotto esame la Corte di Cassazione valuta se le misure assunte sono tali da far decadere il referendum.

I quesiti

Il quesito bocciato dai giudici costituzionali mirava a riportare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori quasi alla versione originaria, prima che la legge Fornero e il Jobs act ne limitassero fortemente l’applicazione sotto il profilo dei reintegro del lavoratore licenziato ingiustamente. Ma il quesito si spingeva oltre, mirando ad estenderne il raggio di applicazione anche alle imprese sopra i 5 addetti (e non solo a quelle che superano i 15). I due quesiti ammessi riguardano invece il decreto legislativo del 15 giugno 2015 che ha previsto un’ampia applicazione dei buoni lavoro (voucher) e le disposizioni della legge Biagi del 2003 che aveva cancellato la responsabilità solidale della prima società appaltante nei confronti di quella sub appaltatrice, lasciando il lavoratore privo di tutele nel caso che l’ultima impresa nell’anello della catena delle responsabilità non potesse o volesse pagare il dovuto

La Cgil si rivolge alla Corte europea

Sull’articolo 18 la Cgil non si arrende. «Valuteremo se ricorrere alla Corte europea per ripristinare i diritti contro i licenziamenti, la battaglia continua», ha affermato la segretaria Susanna Camusso: «Siamo convinti di aver rispettato l’articolo 75 della Costituzione. In altre epoche sono stati accolti quesiti referendari su questa materia». Non si tratta di una sconfitta, ha proseguito, «è la prima volta nella storia che il sindacato presenta tre quesiti e su due si va a votare. Dopo tanti anni c’è al centro il tema del lavoro e questo è un grande risultato». Quanto ai voucher, per la Cgil l’unico intervento è l’azzeramento. «La Consulta è garante - ha commentato il presidente emerito Giorgio Napolitano - e di fronte alle sue sentenze bisogna sempre esprimere rispetto». Ma il segretario della Lega, Matteo Salvini, parla di «sentenza politica, gradita ai poteri forti e al governo». Intanto i governatori del Veneto e della Lombardia propongono un election day con i referendum consultivi sull’autonomia delle due Regioni.

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