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Il gelo non molla difficoltà anche nelle scuole

IL GRANDE FREDDO

Il freddo artico che ha investito il centro sud non molla e continua a creare problemi. Da oggi anche nelle scuole: il rientro in aula dopo le vacanze natalizie è stato rimandato in numerosi istituti scolastici di Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Ritorno in classe condizionato dal freddo anche nelle scuole di Roma, dove un 30% degli istituti, stima l'Associazione Nazionale Presidi, da questa mattina è alle prese con problemi di cattivo o in alcuni casi mancato funzionamento delle caldaie. Non mancano casi di studenti fuori dalle aule in anticipo sull'orario scolastico. I problemi più gravi si registrano all'Istituto via Silvestri, in zona Bravetta, che sul sito web avverte: "Un blocco della caldaia causato dalle temperature rigide ha provocato la mancanza di riscaldamento nell'intero Istituto - sedi Malpighi e Ceccherelli - e la conseguente sospensione dell'attività didattica alle ore 9.00". All'Istituto Tecnico Galileo Galilei di piazza Vittorio i termosifoni si sarebbero disattivati già alle 12, con gli studenti inferociti che minacciano di non entrare in classe domani se la situazione non verrà risolta. Sabato il Campidoglio aveva annunciato che i riscaldamenti delle scuole della Capitale, di competenza del Comune e della Città Metropolitana, sarebbero stati accesi almeno 24 ore prima del rientro degli alunni in classe. 

Trasporti in tilt. Le maggiori difficoltà su statali e provinciali delle zone di Bari e Taranto: il consiglio è quello di mettersi in viaggio "solo se strettamente necessario" e comunque dopo aver montato pneumatici invernali o avere disponibili catene da neve. In Campania la situazione sta tornando alla normalità mentre i collegamenti marittimi per le isole della Sicilia sono in tilt. A Cesarò, nel Messinese, da due giorni non si hanno notizie di un allevatore. Secondo Coldiretti dalla Puglia alla Basilicata, dalle Marche al Lazio, sono migliaia le aziende agricole che hanno perso le produzioni di ortaggi invernali mentre tonnellate di latte sono state gettate per l'impossibilità di consegnarlo. Abbastanza per chiedere "l'avvio delle verifiche per dichiarare le condizioni di calamità naturale" per le regioni più colpite. Pesante la situazione nelle zone terremotate dove "occorre assolutamente accelerare le procedure per garantire a tutte le aziende e agli allevamenti danneggiati l'arrivo dei moduli abitativi e delle stalle".  

E dal 15 ancora gelo e neve. Domani una nuova perturbazione, più debole, interesserà il versante tirrenico portando la neve anche a quote basse. Il freddo caratterizzerà anche i prossimi giorni, prima della tregua prevista per il weekend. Ma tra domenica 15 e martedì 17 gennaio un nuovo attacco di aria artica, con diminuzione delle temperature sia notturne che diurne, interesserà l'Italia: tornerà la neve al centro-sud a quote molto basse, soprattutto su Lazio e Toscana, e qualche nevicata potrebbe imbiancare anche il nord. 

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