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Istanbul, l'Isis rivendica l'attacco

terrorismo

L'Isis ha rivendicato l'attacco della notte di Capodanno al nightclub Reina di Istanbul che ha causato 39 morti e decine di feriti. Lo riferisce la tv curda Rudaw. Nella rivendicazione dell'attentato, l'Isis minaccia anche altri attacchi in Turchia, definita dal gruppo jihadista "apostata" e "serva dei crociati". La notizia della rivendicazione è stata ripresa da Bbc, Bild, SkyNews e molti altri media internazionali. 

Vendetta per la Siria. Nella sua rivendicazione, l'Isis dice che l'attentato di Capodanno a Istanbul è una "vendetta" per i bombardamenti della Turchia contro i musulmani in Siria. Secondo il comunicato del gruppo jihadista, "l'eroico soldato del califfato" ha usato anche granate e ha causato 150 tra morti e feriti nel nightclub Reina. "Che il governo apostata della Turchia - si legge nel comunicato - sappia che il sangue dei musulmani versato per i bombardamenti dei suoi caccia si trasforma in fuoco nella sua casa". 

L'attentatore. Le autorità turche ritengono che l'attentatore di Istanbul potrebbe essere originario dell'Asia centrale, Kirghizistan o Uzbekistan. Lo rivela il quotidiano Hurriyet senza citare fonti e spiegando che l'autore della strage potrebbe essere legato alla stessa cellula che a giugno colpì l'aeroporto Ataturk, causando 47 morti. In un articolo di fondo dello stesso quotidiano, Abdulkadir Selvi scrive che la Turchia ha ricevuto il 30 dicembre infomazioni di intelligence dagli Usa in merito a possibili attacchi a Istanbul o ad Ankara nella notte di Capodanno, ma senza alcuna segnalazione di particolari obiettivi. Secondo quanto riferito dalla Cnn Turk, che cita fonti dei servizi segreti, segnalazioni di possibili attacchi Isis a Capodanno in diverse città turche avevano scatenato una serie di blitz della polizia e delle forze speciali, tra il 28 e il 31 dicembre. Nel corso delle operazioni sono stati arrestati 63 presunti affiliati all'Isis e dagli interrogatori è emersa la pista di un possibile coinvolgimento nell'attacco di Istanbul di un cittadino del Kirghizistan o dell'Uzbekistan. In base alle testimonianze raccolte, sembra ormai certo che l'attentatore parlasse arabo. 

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