Spettacoli

Il Gigante gentile di Spielberg

Bernal Cinema Film

ROMA L'idea è chiara: non si conosce la luce senza aver prima vagato nel buio. Con le parole di Steven Spielberg: «Non si arriva a nessuna salvezza senza essere passati per le tenebre». E, infatti, passa da qui la bambina protagonista del suo ultimo film, “Il Grande Gigante Gentile”, dal 30 dicembre in sala e che sarà presentato in anteprima a Roma domenica, il giorno del 70mo compleanno del regista che ringrazia e spiega: «Questo è il primo adattamento cinematografico di una favola di Roald Dahl, di cui io sono un fan da sempre e che penso tutti i ragazzini debbano leggere. Ho voluto provare a portare questa storia al cinema perché dentro c'è tutto quello che mi piace raccontare, l'amicizia, la lealtà e la dimostrazione di come anche  una bambina può aiutare un gigante, cioè dare il suo contributo per aiutare il mondo intero. Ho messo dentro il film anche il dolore di ogni infanzia e la mia voglia di essere libero, oltre ogni legge della realtà, in un luogo reale e soprannaturale nello stesso tempo, insomma nell'immaginazione». Quindi la storia del gigante e della bambina stringe in sé l'essenza del racconto spielberghiano che da sempre ci regala la spinta a resistere contro chi vuole spiaccicare i nostri sogni sulla trita realtà, contro chi pensa che la forza stia nella violenza, nella furbizia, nella brutalità: «Qui, sia pure senza nascondere sofferenze e dolori, il gigante e la bambina combattono insieme in nome della gentilezza E mostrano che cosa è la  speranza».  

SILVIA DI PAOLA

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