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Scintille in Comune per il caso Muraro

REBUS ASSESSORE

ROMA Caso Muraro, secondo round: Dopo l’acceso confronto tra maggioranza e opposizione di martedì in seguito alle dimissioni dell’assessora all’Ambiente Paola Muraro, ieri in aula Giulio Cesare si è sfiorata la rissa. I consiglieri del Pd hanno chiesto al presidente dell’assemblea capitolina di convocare la sindaca Raggi e di azzerare i cambi nella macrostruttura Ama fatti dalla Muraro poco prima che, raggiunta da un avviso di garanzia, si dimettesse. De Vito ha ribadito che le richieste erano inammissibili e a quel punto il consigliere Pd Orlando Corsetti ha raggiunto lo scranno vuoto della prima cittadina, mentre i compagni di partito esponevano cartelli con su scritto “Raggi, di notte in video, di giorno dorme”, “Basta bugie”, e cosi via. I consiglieri M5S hanno chiesto a De Vito di cacciare Corsetti, che ha poi raggiunto i banchi della maggioranza dove sono volati insulti e minacce, arrivando quasi alle mani. I consiglieri Pd hanno anche chiesto come mai sul sito del Comune la Muraro comparisse ancora come assessore.

Più tardi in Campidoglio c’è stato un vertice tra l’amministratrice unica di Ama, Antonella Giglio, il direttore generale dell’azienda dei rifiuti, Stefano Bina, e l’assessore capitolino alle Partecipate Massimo Colomban per capire come dare continuità alle linee programmatiche date dall’ex assessora Muraro. Assente la sindaca Raggi, impegnata in un incontro con l’Anci.

Sull’affaire il leader nazionale dei 5 Stelle Beppe Grillo ieri sera si è smarcato, dicendo:«È un problema che riguarda il Comune di Roma», per poi commentare con un «il Papa è fantasticola lettera che ieri il pontefice ha inviato a Virginia Raggi, per esprimerle la sua gratitudine e ammirazione per l’operato intelligente e coraggioso nei confronti dei rifugiati, e la vicinanza alla sindaca in questo momento difficile.

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