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Case popolari sfitte “700 recuperate entro il 2017”

Milano

PALAZZO MARINO Nell’ambito del piano sulle periferie presentato l’altro ieri dal sindaco Sala una parte importante riguarda la riqualificazione del patrimonio residenziale pubblico. Si tratta di provvedimenti, finanziati da risorse comunali, che interesseranno gli stabili comunali delle vie San Bernardo (il complesso a Chiaravalle) e Cilea (le due torri), per cui i lavori potrebbero partire tra il secondo semestre del 2017 e l’inizio del 2018, e le ultime centrali termiche a gasolio, che verranno convertite a metano. E non solo.

C’è un ancora più corposo “capitolo casa”. Tre provvedimenti (due da 9,5 milioni, uno da 5), nel piano “Zero case vuote” messo a punto insieme alla MM Spa, finanzieranno il recupero di 710 alloggi pubblici sfitti distribuiti da via Lorenteggio a via Fulvio Testi, da via Forze Armate a via Teramo per toccare anche i quartieri Corvetto, Stadera e San Siro. Perlopiù, si tratterà di adeguamenti impiantistici, del ripristino dei bagni e della sostituzione dei serramenti. Obiettivo: procedere ai Bandi di gara, alle relative aggiudicazioni e all’avvio dei lavori entro la prima metà del 2017.

«Le case e i quartieri popolari rappresentano una questione centrale per uno sviluppo equilibrato», dice l’assessore alla Casa, Gabriele Rabaiotti. Al quale però, intanto, Sunia, Sicet, Unione Inquilini, Uniat e Conia contestano un’operazione «inaccettabile», ossia «l’invio a 20 mila inquilini delle case popolari del Comune di richieste di pagamento di affitti e spese arretrate relative ai periodi di gestione privata (Pirelli, Gefi, Romeo) e poi Aler».

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