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Cincotti: Ecco le canzoni nate dentro i miei sogni

Peter Cincotti/Musica

ROMA «È stato bellissimo lavorare durante la notte senza che i vicini newyorkesi si lamentassero ed esplorare ogni cosa che mi veniva in mente, ma sono sicuro che stavo diventando matto. A un certo punto, ogni volta che mi addormentavo, una nuova canzone s’insinuava in qualunque sogno stessi facendo. Così mi svegliavo e scrivevo». Peter Cincotti racconta così la genesi di Long way from home, il nuovo disco che il cantante e pianista nato e cresciuto a New York, ma di chiare origini italiane presenterà nel suo concerto di mercoledì (ore 21,30) al Monk di via Mirri. Ai vertici delle classifiche jazz di Billboard a soli 18 anni – l’artista più giovane a raggiungere questo traguardo – Cincotti si è esibito in alcuni dei teatri più prestigiosi del mondo, dalla Carnegie Hall all’Olympia e collaborato con gli artisti più svariati, da David Guetta ad Andrea Bocelli. Ha creato viaggiando il nuovo album, che uscirà nella primavera del 2017.
Scritto, arrangiato e prodotto dallo stesso Cincotti il disco è stata la conseguenza del trasferimento dei suoi pianoforti in una casa sulla costa dello Jersey, dove ha costruito uno studio di registrazione e ha trascorso la maggior parte degli ultimi 2 anni da solo. Con lui sul palco Lex Sadler (basso e synth) e Joseph Nero (batteria).

 

STEFANO MILIONI

 

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