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Quando la magrezza è un fatto naturale

FRancesco Federico Ferrero

Caro dott. Ferrero, non riesco a ingrassare. Mangio, glielo giuro, pure parecchio. L’appetito non mi manca e non sono fissata né della bilancia né della conta delle calorie, ma non c’è nulla da fare, non metto su un etto. Neanche se mi mangio un panettone intero. Come posso fare a essere un po’ più piena? Chiara

Chiara, inizierei a dirti che la magrezza, sempre che non abbia ragioni legate a disturbi della condotta alimentare e non superi i parametri universalmente riconosciuti come accettabili dalla comunità scientifica, non è una malattia. Un dimagrimento che insorge, senza motivo, ad un certo punto della vita deve far preoccupare ma se il peso è il medesimo da anni non mi metterei in allarme. La percezione di “magro” o “grasso” dipende intanto da questioni di tipo sociale. Se Lei guarda un film degli anni Settanta, noterà che i protagonisti sono piuttosto magri rispetto ai parametri odierni. In Grecia invece, oggi, una persona che per noi è  obesa viene valutata come normopeso. Si interroghi però sulla reale quantità di energia che lei ingerisce e consuma. Fa tre, o meglio, cinque pasti al giorno? Quanto  tempo dedica allo sport? Quanto dorme per notte? Perché spesso  l’eccessivo consumo calorico dipende proprio dalla mancanza di sonno. Ciò detto,  ognuno ha il proprio metabolismo, e che il livello di ansia e le ore di veglia sono parametri importanti nel consumo delle risorse. Se  questi dati sono normali non si angusti: milioni di persone  pensano che Lei sia semplicemente fortunata. www.federicofrancescoferrero.com

 

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