Spettacoli

L'uomo superfluo di Checov al Carignano

TEATRO

TORINO  Nella nuova traduzione di Danilo Macrì debutterà, da domani all’11 dicembre, al Teatro Carignano “Ivanov” di Anton Čechov con la regia di Filippo Dini, anche interprete sul palco con Sara Bertelà, Nicola Pannelli, Antonio Zavatteri, Orietta Notari, Valeria Angelozzi, Ivan Zerbinati, Ilaria Falini e Fulvio Pepe. Scritta nel 1887, “Ivanov” è la prima delle grandi opere teatrali di Čechov che, all’età di 27 anni, debutta nella prosa con un gesto di protesta verso la moda degli autori contemporanei che prediligono come protagonisti mostri, buffoni e creature angeliche. Ivanov è un uomo senza qualità, un uomo superfluo, come si autodefinisce, incapace di dare un senso alle proprie giornate, ma tenacemente alla ricerca di una motivazione che non lo faccia soccombere al proprio destino, anticipatore dei grandi personaggi di Musil, Svevo, Pirandello e Joyce. Alle sue spalle, dietro la sua indifferenza, s’intravedono i resti del fascino e della generosità della nobiltà di un tempo. Intorno a lui una carrellata di personaggi corrotti e imbroglioni, votati all’egoismo e alla mancanza di empatia, un’umanità disillusa, priva di ideali e senza speranze nel futuro: un microcosmo in cui gli uomini sono condannati all’esistenza, in cui ognuno tenta disperatamente di sopravvivere alla noia e guarda al passato con benevolenza, un’umanità di figure grottesche che si lacerano a vicenda (Info: teatrostabiletorino.it).

 

ANTONIO GARBISA

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