Fatti&Storie

Processo Caccia azzerato Si riparte dalle indagini

Processo Caccia

TORINO. I giudici della Corte d’Assise di Milano hanno pronunciato una sentenza «di non doversi procedere» nei confronti di Rocco Schirripa, imputato per l’omicidio del magistrato torinese, Bruno Caccia. La motivazione è che «l’azione penale non poteva essere iniziata» dalla Procura per la mancata richiesta di apertura delle indagini dei pm in relazione a una vecchia indagine poi archiviata, sempre a Milano. I giudici hanno così accolto la richiesta del pm, Marcello Tatangelo, mentre la difesa aveva chiesto l’assoluzione per non aver commesso il fatto. « Siamo dell’idea che non ci sia nulla di drammatico. Siamo convinti - ha aggiunto Tatangelo - che le prove erano e sono valide». Il magistrato ha informato i giudici della Corte d'Assise di Milano che è già stata chiesta la riapertura delle indagini ed è stato effettuato un provvedimento di fermo nei confronti di Schirripa. Quello che è accaduto, ha commentato ieri una delle figlie di Caccia, «è  stato effettivamente una brutta sorpresa e un’ulteriore beffa dopo tanti anni di sofferenza che ci hanno molto provato».  Ora, prosegue, «tutto è nelle mani del gip» che dovrà decidere sulla convalida del fermo e sulla misura cautelare. Per l’avvocato della famiglia, Fabio Repici, «la sentenza di oggi è dichiarativa del fallimento della Procura di Milano, vedremo quali saranno le conseguenze».

METRO

Fatti&Storie