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Processo Eternit smembrato in tre

Eternit bis

TORINO Non ci sarà un processo Eternit bis a Torino. L’inchiesta sulle 258 vittime dell’amianto, si è sgretolata. Il gup Federica Bompieri ha derubricato il reato contro il magnate svizzero proprietario di Eternit, Stephan Schmidheiny, da omicidio doloso a omicidio colposo. È bastato questo per attivare un effetto domino che ha portato alla prescrizione di soli 3 casi, i più vecchi. Poi, cadendo il dolo il gup ha disposto il trasferimento degli atti ad altre 3 procure di competenza: Reggio Emilia che si dovrà occupare delle vittime di Rubiana, Napoli per i morti di Bagnoli e infine Vercelli per le vittime di Casale Monferrato, la fetta più grossa di questa inchiesta che conta oltre 243 morti.

Due soli casi per Torino
A Torino resterà in piedi un processo per due soli casi e il dibattimento comincerà il prossimo 14 giugno. Non nascondono la loro amarezza legali e familiari delle vittime. «È un fallimento per l’amministrazione della giustizia», ha detto l’avvocato Sergio Bonetto. Il penalista, in particolare, ha fatto riferimento alla parte della sentenza in cui si dispone la trasmissione degli atti ad altre procure: «Si allontana così il momento in cui per queste morti si potranno finalmente accertare cause e responsabilità».

Per l’ex procuratore Raffaele Guariniello si deve «avere una visione positiva: i processi si faranno. L’Italia sarà l’unico Paese al mondo in cui Schmidheiny verrà portato in tribunale». «Una grossa vittoria», ha sottolineato l’avvocato di Schmidheiny, Astolfo Di Amato.

REBECCA ANVERSA

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