Opinioni

Se vediamo solo ciò che va male

Maurizio Guandalini

“Sì, ci sentiamo un po' meglio”, titolava Metro. Ammettiamolo, molti addetti ai lavori, quelli dei talk tutto va male madama la marchesa, dell'Italia nel baratro, di quelli che non si arriva alla seconda settimana del mese, della miseria e della fame che entra in noi prima che accada, a tutti questi, è venuto il coccolone. Ma come? Dopo cinque anni aumentano gli italiani contenti della loro vita? Non è possibile. Infatti stentiamo a crederci dopo che scorri i sondaggi di Pagnoncelli, a Di Martedì, o leggi alcuni titoli di giornali. Prima pagina della Gazzetta di Mantova (è la provincia italiana con la migliore qualità della vita): «Dilaga la povertà tra i giovanissimi. Ricerca della Caritas tra medie e superiori: uno su 4 in stato di disagio».
L'Istat, che non è tenera di suo, dice l'esatto contrario: «La quota di persone di 14 anni soddisfatte della propria situazione economica aumenta dal 47,5% del 2015 al 50,5% del 2016».

Chi ha ragione? La Caritas o l'Istat? Ho letto l'intervista, che tutti dovrebbero leggere,  di Costantino della Gherardesca conduttore di Pechino Express,  rilasciata a il Foglio. La prende alla larga, Costantino, quando vede, nel luddismo mascherato, e strisciante, il male dell'Italia.
Spieghiamo meglio. Costantino osserva la scenografia di un talk di informazione, tutto foderato di contadine con il fazzoletto in testa che portano sacchi di grano sulle spalle. Visioni passatiste del mondo, superate, un rifiuto rispetto al domani. Perché, non c'erano, in quello studio televisivo, le foto degli skyline futuristi di Singapore e di Milano?
È il paradigma usato  quando guardiamo allo stato di salute dell'Italia e degli italiani. Stessi strumenti d'analisi. Fermi al tempo che fu. E' sempre una Italia triste, che arranca, che fa fatica, affollata di poveri, di famiglie che non ce la fanno (salvo poi registrare che il risparmio privato è in continua crescita).
Qui entra la mentalità luddista, dalle radici cristiane, dove viene vista male qualsiasi novità positiva, di popolo felice,  in una  condizione economica che viaggia nella tranquillità: la ricchezza e il maggior agio sono peccati terrificanti. Take a look. Questo rispecchia la gerarchie delle notizie e dei dibattiti televisivi: meglio il dramma, tutto nero, la notizia negativa che il positivo (il nuovo, la felicità, l'allegria).
Sarà che io alla mattina non mi perdo mai Edicola Fiore di Rosario Fiorello, l'unica rassegna stampa «che mette il buonumore» (parola di Jovanotti che ha scritto la sigla).

 

MAURIZIO GUANDALINI
Economista e giornalista

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