Spettacoli

Stalin e Bulgakov sono Collaborators

Milano/Teatro

MILANO Ci siamo. Da martedì sera al 4 dicembre, al Filodrammatici debutta , in prima nazionale, il tanto atteso “Collaborators” di John Hodge, traduzione e regia di Bruno Fornasari, anche interprete sul palco accanto a Tommaso Amadio, Marco Cacciola, Emanuele Arrigazzi, Michele Basile, Emanuela Caruso, Enzo Giraldo, Umberto Terruso e molti altri.

Il testo, vincitore del “Lawrence Olivier Award 2012”, racconta il rapporto tra Bulgakov e Stalin, un rapporto in cui il bene e il male si confondono e l’uomo può diventare mostro molto più facilmente di quanto si possa credere.

Fornasari, l’opera di Hodge è ambientata nella Mosca del 1930. Un periodo molto distante dal nostro...
C’è una grande affinità con il presente nella scrittura di Hodge che usa una slang molto contemporaneo. Quando ho proposto il testo, che ha al centro il tema della censura, mi sno accorto con amara ironia che avevo scelto qualcosa di molto attuale. Basta pensare a ciò che avviene intorno all’Unione Europea: Erdogan in Turchia ha bandito tutti i testi teatrali non scritti da autori turchi... Nel testo di Hodge, il Commissariato del Popolo propone a Bulgakov di scrivere una commedia su Stalin per celebrare il suo 60esimo compleanno.

Ma tra i due si instaura uno strano rapporto...
Lo spettacolo procede per quadri che si susseguono in cui Stalin sembra incunearsi nella vita di Bulgakov che, da dichiarato nemico del regime, finisce per rimanere affascinato da Stalin, un personaggio che sa risolvere i problemi anche se cn metodi molto discutibili.

Un po’ come il rapporto che si innesca tra vittima e carnefice?
C’è fra i due un legame di reciprocaprotezione. Stalin ha paura di passare per stupido e Bulgakov teme di essere ammazzato. Formano così una coppia di mutuo soccorso, i “Collaborators” del titolo.

PATRIZIA PERTUSO

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