Opinioni

Adieu monsieur Sarkò

Maurizio Zuccari

Anche stavolta, i sondaggisti non l’hanno azzeccata. Nessuno aveva previsto il flop per monsieur Sarkò, alias Nicolas Sarkozy, e tantomeno la vittoria per l’uomo che l’ha servito da premier per un quinquennio – e l’ex presidente della Republique chiamava, con noncelata puzza sotto al naso, “collaboratore”. Adesso che François Fillon ha sparecchiato la tavola, prendendo più voti dell’altro ex premier in lizza alle primarie, Alain Juppé, è a lui che la destra francese s’affida per non andare troppo a destra, sbattendo tra le braccia di Marine le Pen. La Marina nazionale gongola e se ne sta a guardare i neogollisti accapigliarsi tra loro. Gli ultimi sondaggi, per quanto valgono, la danno sulla soglia del 30%, in testa ai suoi avversari destrorsi, più ligi alla ragion di stato ma sotto di vari punti. E dunque in grado di giungere senza affanni al primo turno dei ballottaggi, alle presidenziali della prossima primavera. Alle quali non ci sarà il candidato dato fino a ieri vincente, Sarkozy. Mal terzo, l’ex uomo forte di Francia ha preso atto della batosta alle primarie, ammonendo i suoi di non buttarsi troppo a destra, ergo votare per l’ex “collaboratore”, al secondo turno. E annunciando – come già quattro anni fa, dopo la sconfitta con Hollande – l’addio alla politica. «Per me è arrivata l’ora delle passioni private, più che pubbliche», adieu. «Bravo amore mio, resti il migliore, sono fiera di te», plaude sui social Carla Bruni. Chissà se stavolta sarà la volta buona. La partita resta dunque a due, tra sindaci. Quello di Bordeaux, Juppé, più agée e rappresentante una destra tradizionale, e Fillon, liberista di lungo corso e primo cittadino di Le Mans. Non a caso, l’unica passione che si riconosca al glaciale vincitore in casa repubblicana è quella per le macchine da corsa, che dopo un testacoda lo portò a passare il viaggio di nozze in un ospedale spagnolo. Se saprà moderare la velocità, ma non troppo per non finire staccato da Marine, dall’onda lunga del populismo e dalla risacca anti liberista, non dovrebbe trovare grossi ostacoli nella corsa all’Eliseo. Chi invece trova la strada sbarrata –lo dicono i soliti sondaggi – è Hollande. L’attuale inquilino al 55 di rue du Faubourg-Saint-Honoré a Parigi ha i giorni contati, e così il partito socialista che con lui conoscerà gli abissi del 10%, con buona pace delle sinistre di governo. Per lui, abbandonato dal malfido ministro dell’Economia Macron, non resterà manco la carica di coprincipe della Repubblica d’Andorra, ma salverà forse quella di protocanonico d’onore dell’arcibasilica di San Giovanni in Laterano.

MAURIZIO ZUCCARI
giornalsita e scrittore

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